- Introduzione Introduzione
- Perché serve chiarezza sulla contraccezione d’emergenza in allattamento Perché serve chiarezza sulla contraccezione d’emergenza in allattamento
- La pillola del giorno dopo è sicura durante l’allattamento? La pillola del giorno dopo è sicura durante l’allattamento?
- Quale opzione scegliere Quale opzione scegliere
- Tempistiche e indicazioni d’uso Tempistiche e indicazioni d’uso
- Esistono opzioni non farmacologiche? Esistono opzioni non farmacologiche?
Diventare genitori è un’esperienza intensa, piena di emozioni e di scoperte. Tra poppate notturne, pannolini e prime coccole è normale che la contraccezione non sia sempre al centro dei pensieri.
Anche se in verità dovrebbe esserlo perché la ripresa della sessualità durante l’allattamento è una cosa del tutto naturale.
Può capitare però che in questo periodo si verifichi anche un rapporto sessuale non protetto e ciò fa sicuramente sorgere una domanda: “Posso usare la contraccezione di emergenza se sto allattando?”
La risposta è tutt’altro che immediata e, proprio per questo, è importante ricevere informazioni chiare, basate su evidenze scientifiche.
Troppo spesso, infatti, su internet si trovano pareri contrastanti, consigli non aggiornati oppure addirittura opinioni personali che possono generare ansie inutili.
Ecco perché oggi cerchiamo proprio di fare chiarezza con l’obiettivo di accompagnare le neomamme e le donne in una scelta consapevole e serena.
Perché serve chiarezza sulla contraccezione d’emergenza in allattamento
Durante l’allattamento, molte donne pensano di essere naturalmente protette da una nuova gravidanza, ma molto spesso non è così.
È vero, tuttavia, che le linee guida internazionali riconoscono l’allattamento come metodo contraccettivo purché rispetti tre criteri essenziali:
- Sia esclusivo (senza cioè integrazioni con sostituti del latte materno);
- Ci sia amenorrea (mancanza cioè del ritorno del ciclo mestruale dopo le perdite post parto);
- Si consideri esclusivamente la finestra dei primi sei mesi di vita del neonato;
Molte volte, tuttavia, la presenza di integrazioni di latte (anche se temporanee) oppure l’irregolarità delle poppate può non garantire che questa riduzione fisiologica della fertilità sia sufficiente ad impedire l’arrivo di una nuova gravidanza.
Per questo motivo avere un rapporto non protetto può comportare un rischio di gravidanza anche mentre si allatta.
Per le donne che non hanno pensato ad una forma di contraccezione stabile (aspetto che di solito si discute a circa 30-40 giorni dal parto, durante la visita di controllo raccomandata di routine dopo il lieto evento), la contraccezione d’emergenza può essere un aiuto prezioso, ma è normale chiedersi se sia una scelta sicura per il bambino e/o se interferisca con la produzione del latte materno.
La pillola del giorno dopo è sicura durante l’allattamento?
La prima preoccupazione di una mamma che allatta, giustamente, riguarda sempre il benessere del proprio bambino.
Ecco dunque la buona notizia: la contraccezione d’emergenza, se assunta correttamente e seguendo le indicazioni del foglietto illustrativo, è considerata sicura durante l’allattamento.
Dal punto di vista farmacologico i due principi attivi più utilizzati sono levonorgestrel e ulipristal acetato, e su entrambi sono stati condotti studi per capire se i principi attivi passano nel latte materno e in che quantità.
Levonorgestrel (da assumere entro 72 ore dal rapporto) è l’opzione più studiata e, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), è compatibile con l’allattamento. Solo una minima parte del farmaco passa nel latte e non ci sono evidenze di effetti negativi sul neonato.
Alcuni esperti suggeriscono, per precauzione, di allattare subito prima di prendere la compressa, in modo da ridurre ulteriormente l’esposizione del bambino.
Ulipristal acetato, invece, è il principio attivo della pillola del giorno dopo che possiamo considerare più “nuova” (nota anche come “pillola dei cinque giorni dopo”).
Questa formulazione può essere assunta entro 120 ore dal rapporto.
Gli studi per questa opzione sono, ovviamente, più limitati, ma i dati disponibili indicano che il farmaco passa nel latte sempre in piccole quantità.
Spesso, i foglietti illustrativi di questo prodotto consigliano, in via precauzionale, di sospendere temporaneamente l’allattamento per circa una settimana dopo l’assunzione.
In verità, però, il College of Sexual and Reproductive Healthcare (CoSRH - l’organismo professionale britannico di riferimento per tutto ciò che riguarda la contraccezione, la salute sessuale e riproduttiva) ha emanato a gennaio del 2025 un documento dove specifica la non necessità di interrompere l’allattamento dopo l’assunzione di singola dose di Ulipristal.
Riassumendo, dunque, la contraccezione d’emergenza non compromette la produzione di latte e, con le giuste accortezze, non mette a rischio la salute del neonato.
Quale opzione scegliere
Quando si allatta la scelta più raccomandata, in genere, è la pillola a base di levonorgestrel, da assumere il prima possibile dopo il rapporto non protetto. È attiva fino a 72 ore ma tanto prima viene assunta, tanto maggiore è la sua efficacia.
L’ulipristal acetato rimane comunque un’alternativa valida solo se sono già trascorse più di 72 ore e non è possibile utilizzare levonorgestrel.
Un aspetto comunque molto importante da ricordare è il fatto che nessuna di queste pillole è abortiva: agiscono ritardando o bloccando l’ovulazione, quindi impediscono la fecondazione, ma non interrompono una gravidanza già in corso.
È bene farlo presente perché questo punto è spesso fonte di fraintendimenti.
Tempistiche e indicazioni d’uso
Il fattore tempo è sempre fondamentale.
Con levonorgestrel, la pillola va assunta entro 72 ore (3 giorni) dal rapporto a rischio, ma idealmente entro le prime 12–24 ore.
Con ulipristal acetato, l’efficacia si mantiene fino a 120 ore (5 giorni), ma anche qui vale la regola del “prima è meglio”.
Entrambi i farmaci si assumono in un’unica compressa e non è necessario prendere dosi successive.
Se si vomita entro tre ore dall’assunzione, può essere utile contattare il medico per capire se è necessario ripetere la dose.
Durante l’allattamento non è necessario interrompere le poppate con nessuna delle due tipologie di pillola, ma è comunque sempre consigliato avere una maggior attenzione per il bambino, controllando nelle ore successive l’eventuale comparsa di sonnolenza, vomito o di altre condizioni che possano destare preoccupazione.
È bene ricordare, tra l’altro, che la contraccezione d’emergenza non protegge per i rapporti successivi: dopo averla assunta è importante adottare un metodo contraccettivo affidabile (preservativo, minipillola, spirale, ecc.) se si vogliono evitare nuovi rischi.
Contraccezione d'emergenza
Come funziona ellaOne e quando si può assumere
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Esistono opzioni non farmacologiche?
In realtà, si. Parliamo della spirale al rame che è un piccolo dispositivo a forma di “T” che il/la ginecolog* inserisce tramite una visita all’interno dell’utero.
Con la sua azione continuativa impedisce la fecondazione e rende difficile l’impianto dell’ovulo fecondato.
La cosa particolarmente buona è che non contiene ormoni e, quindi, non interferisce in alcun modo con la produzione di latte materno o con la salute del neonato.
Infatti:
- funziona prima che avvenga l’impianto dell’ovulo fecondato;
- offre una protezione immediata;
- una volta inserita, può rimanere in sede per anni come metodo contraccettivo regolare.
Come dicevamo, tra l’altro, la spirale al rame è completamente sicura in fase di allattamento, perché:
- non contiene ormoni, quindi non influisce sul latte né sulla sua composizione;
- non ha effetti sul bambino, perché il rame rilasciato rimane confinato nell’utero e non passa nel sangue o nel latte materno;
- non interferisce con la produzione di latte né con la frequenza delle poppate.
C’è, però, un’attenzione da avere: per quanto riguarda il posizionamento della spirale al rame, infatti, sarebbe bene inserirla solo dopo le prime 4-6 settimane dal parto.
Questo principalmente per un fattore meccanico, in quanto l’utero è tornato nel frattempo alla sua dimensione normale e si riduce così il rischio di espulsione del dispositivo o di complicanze.
Ci sono, come tutte le cose, alcune situazioni in cui però la spirale non è la scelta più indicata.
Parliamo, ad esempio, di condizioni come:
- infezioni genitali in corso o recenti (entro 3 mesi);
- sanguinamenti anomali con causa non identificata;
- malformazioni uterine.
In questi casi, è meglio discutere con un medico altre opzioni, come la pillola d’emergenza che resta una soluzione sicura e immediata.
Parla sempre con un professionista
Anche se la pillola del giorno dopo si può ottenere senza ricetta, è sempre consigliabile confrontarsi con un medico, un’ostetrica o un farmacista di fiducia.
Queste figure possono chiarire dubbi, valutare eventuali controindicazioni e aiutare a scegliere la soluzione più adatta al proprio caso.
A volte basta una breve consulenza per ricevere informazioni personalizzate. Non bisogna mai avere timore di chiedere: la salute sessuale e riproduttiva è parte integrante del benessere personale e parlarne con personale qualificato è un segno di responsabilità.
In conclusione: serenità e consapevolezza
Essere mamme non significa dover rinunciare alla propria vita sessuale, né dover convivere con l’ansia di una gravidanza indesiderata.
L’allattamento è una fase preziosa, ma anche delicata in cui è fondamentale sentirsi informate e tranquille.
La contraccezione d’emergenza rappresenta uno strumento sicuro ed efficace anche in questo periodo a patto di conoscere le differenze tra i vari farmaci e dispositivi e di usarli correttamente.
Accanto a questa, è sempre consigliabile ricordare l’importanza di una contraccezione precauzionale, come il preservativo, che oltre a ridurre il rischio di gravidanza indesiderata protegge anche dalle infezioni sessualmente trasmissibili ed è pienamente compatibile con l’allattamento.
Riassumendo:
- Levonorgestrel è compatibile con l’allattamento. Tuttavia, poiché è escreto nel latte materno, si consiglia di allattare immediatamente prima di assumere la compressa e di evitare l'allattamento per almeno 8 ore dopo l'assunzione;
- Ulipristal acetato, è altrettanto compatibile, ma si consiglia di non allattare per una settimana dopo la somministrazione della pillola. Durante questo periodo, si raccomanda di usare un tiralatte per stimolare e conservare la produzione del latte materno, ma di gettarlo via;
- La spirale al rame non ha interferenze con allattamento e salute neonatale ma deve essere posizionata da un ginecologo dopo almeno 4-6 settimane dal parto.
In caso di dubbi chiedere consiglio a un professionista è sempre la scelta migliore.
Con le giuste informazioni, anche durante l’allattamento è possibile proteggersi in modo sicuro, consapevole e sereno, senza ansie per sé e per il proprio bambino.
Bibliografia
- FSRH Clinical Guideline: Emergency Contraception (March 2017, amended July 2023): https://www.cosrh.org/Public/Documents/ceu-clinical-guidance-emergency-contraception-march-2017.aspx
- Medical eligibility criteria for contraceptive use, Organizzazione Mondiale della Sanità, 2004;
- Ministero della Salute - Contraccezione
- NHS e WHO: Using emergency contraception during breastfeeding – SPS - Specialist Pharmacy Service – The first stop for professional medicines advice
- Nota informativa importante concordata con l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), 2017;
- Selected practice recommendations for contraceptive use, Third edition 2016;
- Sharon et al., Levonorgestrel used for emergency contraception during lactation-a prospective observational cohort study on maternal and infant safety, 2012;
Riccardo Federle
Ostetrico
Ostetrico e referente per il rischio clinico presso l’Ospedale Pederzoli di Peschiera del Garda, è presidente dell’associazione “La Lampada delle Scienze” e collabora con Ciaopeople per la divulgazione scientifica in ambito gravidanza.