- Introduzione Introduzione
- Perché è così difficile parlare di sesso? Perché è così difficile parlare di sesso?
- Strategie per rompere il ghiaccio Strategie per rompere il ghiaccio
- Come comunicare i desideri Come comunicare i desideri
- Quando serve un aiuto esterno Quando serve un aiuto esterno
- La scintilla del piacere? Nasce dalle parole La scintilla del piacere? Nasce dalle parole
L’organo sessuale più sottovalutato per dare e ricevere piacere non risiede in mezzo alle gambe, ma si costruisce con le parole: ed è la comunicazione.
Un'intesa sessuale profonda, elettrizzante e duratura è direttamente proporzionale alla capacità di discutere apertamente di sesso, desideri, confini e persino insoddisfazioni.
E c'è anche una ragione biologica precisa per questo. Quando le/i partner si permettono la vulnerabilità emotiva (cioè la capacità di esporsi con autenticità), innescano la produzione di ossitocina.
Questo neuropeptide, noto come l'ormone dell'attaccamento e della fiducia, non solo rafforza il legame di coppia, ma pone le fondamenta biochimiche per la sicurezza relazionale, ovvero la fiducia necessaria per una serena e appagante esplorazione sessuale.
In altre parole: più parlate, più il vostro cervello vi dice che potete fidarvi, e più il sesso sarà libero, appagante e avventuroso.
Tuttavia, nonostante questi benefici, sappiamo bene che aprire questo dialogo non è semplice. La nostra storia personale e culturale spesso ci ostacola.
Perché è così difficile parlarne?
Se comunicare è la vera chiave del piacere, perché quando si arriva a parlare di sesso, improvvisamente, ci ritroviamo con un nodo alla gola e la voglia di cambiare argomento?
Sappi subito una cosa: non è un tuo fallimento personale. Il silenzio tra le lenzuola è il risultato di un complesso e pesante bagaglio che tutt* noi portiamo: un mix di cultura, educazione distorta e paura emotiva.
Cresciamo con il mito “tossico” della spontaneità, la convinzione che l'amore, e soprattutto il sesso, debba essere un fatto naturale che "succede e basta" se c’è l'attrazione vera.
Questo ci ha lasciato con un profondo analfabetismo emotivo-sessuale. Siamo stati educat* in una cultura dove il sesso è trattato con segretezza, associato al peccato o alla riproduzione.
Ecco perché, nella nostra mente, se devi chiedere o spiegare, significa che c'è qualcosa che non va nella tua chimica di coppia.
Questo mito ci imprigiona, negando il diritto di costruire consapevolmente il nostro piacere.
A questo si aggiunge la vergogna, la sentinella del giudizio.
Ti sei mai chiest*: “sarò troppo? E se il mio desiderio è strano?”
La vergogna non è altro che la paura del giudizio altrui, in questo caso applicata alla tua intimità, e questa agisce come un lucchetto emotivo, impedendo così l'espressione autentica di sé.
Infine, c'è la paura del rifiuto.
Quando decidi di aprirti e condividi il tuo desiderio, sei in uno stato di estrema vulnerabilità.
Se l* tu* partner risponde con un secco "no" o con imbarazzo, la tua mente non registra un rifiuto della richiesta, ma un rifiuto a te, in quanto persona desiderante.
Per proteggerci da questa ferita emotiva, spesso, preferiamo il silenzio.
Ecco perché la prima strategia non è parlare, ma riconoscere e smantellare queste vecchie credenze.
Strategie per rompere il ghiaccio: dove, e come, inizia la conversazione
Se il silenzio è il sintomo, la comunicazione è la cura.
Ma come si inizia? La verità è che non esiste un momento sbagliato per comunicare, poiché la parola è fondamentale in ogni fase, sia per costruire la sicurezza prima dell'intimità, sia per guidare il piacere durante l'atto.
Tuttavia, per avviare il dialogo profondo e superare i blocchi emotivi, non cadere nella trappola di aspettare il momento "perfetto" né di affrontarlo sotto pressione.
Un dialogo costruttivo richiede spazio, calma e protezione, e si basa su tre ingredienti fondamentali: tempo, sicurezza e un ambiente neutrale.
1. Sposta la scena
È possibile, soprattutto se è la prima volta che decidi di parlare di sesso, che farlo in camera da letto, o in qualsiasi altro luogo, faccia scattare l'allarme dell'aspettativa.
Cerca allora un contesto rilassato dove l'intimità emotiva è l'unica cosa richiesta. Parla mentre siete in macchina durante un lungo viaggio, mentre cucinate o fate una passeggiata in un parco tranquillo.
Scegliere un luogo "neutrale" disinnesca l'ansia e rende la chiacchierata una parte naturale della vostra giornata.
2. Inizia con la curiosità, non con la critica
Mai saltare subito ai desideri specifici o, peggio, alle recriminazioni. Questo fa scattare immediatamente le difese.
La tua strategia iniziale deve essere quella di un investigatore/trice curios*. Inizia dal generale, usa domande aperte e inclusive per sondare il terreno emotivo.
Ad esempio: invece di dire “perché non mi tocchi mai in quel modo?”, potresti chiedere: “c'è qualcosa che hai letto o visto di recente che ti ha incuriosit* o ti ha fatto pensare alla nostra intimità?”
Questo invita all'analisi, non al giudizio.
3. Usa un mediatore esterno
Il modo più semplice per aggirare l'imbarazzo è non parlare di voi. Un film, un articolo (sì, magari proprio questo!), un libro o una scena vista in TV sono i tuoi migliori alleati.
Un mediatore esterno ti permette di esprimere un desiderio o una preoccupazione senza assumerne la responsabilità diretta.
Giulia Grechi - Consulente SessualeAd esempio, potresti dire: “sai, ho letto questo articolo/visto quella serie e mi ha fatto riflettere su come potremmo fare sesso orale…”.
In questo modo, sposti il focus da un presunto "problema" vostro a un argomento esterno da analizzare insieme, rendendo la conversazione leggera e teorica, prima che diventi personale.
Come comunicare i desideri
Una volta rotto il ghiaccio e acquisita la confidenza per avviare il dialogo, arriva il passaggio più delicato: dire con chiarezza cosa vuoi e cosa senti.
La chiave di una comunicazione sessuale efficace sta in due strumenti semplici: usare un linguaggio non accusatorio e formulare le proprie richieste in modo positivo, prima e durante l’intimità.
La regola del non giudizio
Quando si parla di desideri fuori dal momento erotico, è importante concentrarsi su di sé, non sull’altr*. Un linguaggio che accusa o giudica chiude il dialogo, uno che esprime desiderio, invece, lo apre.
Invece di lasciare che la frustrazione si trasformi in un rimprovero come: “non mi tocchi mai in quel modo”, è essenziale riformulare il tuo desiderio in positivo e al presente: “mi piacerebbe se provassimo a esplorare di più nella nostra sessualità!”.
Allo stesso modo, se senti la necessità di maggiore iniziativa, evita la critica “dovresti essere più attiv*”, piuttosto, trasforma l'affermazione in un rinforzo che accende l'entusiasmo del* tu* partner: “mi eccita tantissimo quando prendi tu l’iniziativa.”
Ricorda: la differenza tra una frase che ferisce e una frase che invita è il passaggio dal “tu non fai” al “Io desidero”.
Durante il sesso, la parola cambia funzione: non serve a pianificare, ma a orientare.
Dire “sì, proprio lì”, “mi piace quando fai così”, o “mi eccita se proviamo a…” … questo dà all'altr* una guida chiara e immediata.
E poi c’è il linguaggio che accende! Il cosiddetto dirty talk: l’uso consapevole di parole “sporche” ed esplicite, è l’estensione naturale della comunicazione erotica.
Non è solo una pratica provocante: è un modo diretto e giocoso per dare voce alla fantasia, rompere la censura interna e amplificare l’eccitazione.
Usare parole “sconce” non significa necessariamente essere volgari: significa abitare il linguaggio del corpo con più libertà, nominare il piacere mentre lo si vive.
E non serve essere teatrali o performativi, si può iniziare con frasi semplici, come dire cosa ti piace o cosa vorresti che accadesse!
Quando serve un aiuto esterno
Se l’imbarazzo, l’evitamento o la difficoltà nel comunicare i propri desideri diventano ricorrenti e minano la serenità della coppia, può essere utile chiedere supporto professionale.
La consulenza sessuologica offre uno spazio neutro, protetto e privo di giudizio in cui:
- esplorare le radici dei blocchi, spesso legate a dinamiche relazionali più ampie;
- apprendere strumenti di comunicazione più efficaci e rispettosi;
- rivedere credenze e miti sulla sessualità che limitano l’intimità e il piacere.
Cercare aiuto non è un segno di fallimento, ma un atto di responsabilità e di cura verso sé stessi e la relazione. Significa scegliere di non restare nel silenzio, ma di evolvere insieme.
La scintilla del piacere? Nasce dalle parole
La sessualità è un processo vivo: nasce dal corpo, ma cresce attraverso la comunicazione, l’intenzione e la presenza.
L’atto più amorevole che puoi fare, soprattutto se tendi a compiacere, a mettere sempre l’altro davanti, è scegliere la tua verità e darle voce.
Non aspettare che il tuo/la tua partner indovini ciò di cui hai bisogno. Il desiderio non è un mistero da decifrare: è un dialogo, e la scintilla del piacere si accende spesso proprio lì, nella parola che nomina ciò che vuole.
Giulia Grechi
Consulente Sessuale
Dottoressa in Riabilitazione Psichiatrica presso la facoltà di medicina e psicologia La Sapienza, con specializzazione in Consulenza Sessuale conseguita a la Scuola di Sessuologia e Psicologia Applicata.