Quello della neovagina è un percorso poco raccontato, ma importante: comunemente, si può pensare che la vaginoplastica sia un obiettivo; in verità, rappresenta una delle tappe dell’incredibile viaggio verso la propria identità.

Non è un viaggio esente da scoraggiamento, dolore o difficoltà, al tempo stesso si tratta di un’incredibile trasformazione, verso le profonde verità di ciò che siamo.

Dopo una vaginoplastica, il percorso non finisce. Inizia una fase altrettanto importante: quella della cura quotidiana.

È una fase spesso trascurata o sottovalutata, anche nel modo in cui se ne parla: un cammino fatto di attenzione, consapevolezza e amore per sé.

Le persone che hanno affrontato un intervento di costruzione vaginale vivono un tempo di adattamento fisico ed emotivo che merita ascolto e rispetto.

Capire cosa comporta il “dopo” è fondamentale anche per chi vuole sostenere qualcun* che sta attraversando questa esperienza.

A cosa servono le dilatazioni?

Una parte centrale della cura dopo la vaginoplastica è la dilatazione vaginale. Non è dolorosa se fatta correttamente, ma può richiedere costanza e pazienza.

I dilatatori sono strumenti di forma cilindrica, in silicone o altro materiale biocompatibile, che vengono inseriti nella neovagina per mantenere profondità ed elasticità nel tempo.

Il corpo, in assenza di rapporti sessuali o dilatazioni regolari, tende a chiudersi o a ridurre la cavità vaginale.

Per questo, soprattutto nei primi mesi (e a volte nei primi anni), le dilatazioni sono parte integrante del processo di guarigione.

Il medico dà indicazioni precise: frequenza, durata, tecniche, che possono variare in base alla situazione personale.

Per alcune persone diventano una routine quotidiana, per altre un gesto da fare con minor frequenza, in base al tempo trascorso dall’intervento e alla risposta del corpo.

Igiene quotidiana e prevenzione

Come per ogni altra parte del corpo, anche la neovagina ha bisogno di attenzione e igiene, usando una delicatezza estrema.

In genere, si consiglia di lavare la zona con acqua tiepida e detergenti intimi neutri, evitando prodotti aggressivi.

Dopo l’uso dei dilatatori, è bene disinfettarli correttamente, lasciandoli asciugare in modo igienico. Anche la zona genitale va asciugata con cura, tamponando, così da evitare irritazioni.

E se si notano cambiamenti? Odori insoliti, fastidi, secrezioni anomale? Meglio rivolgersi subito all* professionista di fiducia.

In alcune situazioni, per esempio nei casi di esposizione al sudore o ad ambienti caldi e umidi, possono essere utili accorgimenti in più, come la biancheria in cotone e l’uso di salviette specifiche (solo se raccomandate dall* medic*).

Ascoltare il proprio corpo

Neovagina possibili complicanze

Ogni corpo reagisce in modo diverso. Ci sono giorni in cui la dilatazione sarà più facile, altri in cui sembrerà più faticosa. Ci sono momenti in cui potresti sentirti a disagio, o avvertire una stanchezza più intensa.

Anche l’emotività gioca un ruolo forte: la cura quotidiana non è solo fisica, è anche un percorso di accettazione, riconoscimento, rispetto.

È importante dare ascolto alle proprie sensazioni, senza giudicarsi.

Leggere i segnali del corpo e agire tempestivamente è una regola da tenere sempre presente.

Se senti che qualcosa non va, avverti disagio o dolore, parlare con chi ti segue è fondamentale.

Il ciclo di cura non è uguale per tutt*, ma un insieme di pratiche da adattare alle tue necessità, giorno per giorno.

Non da sol*: serve una rete

Affrontare la cura di una neovagina non è solo una questione “medica”. È un percorso complesso, che può richiedere anche supporto psicologico.

Avere a disposizione un’équipe competente con ginecolog*, urolog*, endocrinolog*, psicolog* espert* nel percorso di affermazione di genere fa la differenza.

Sentirsi accolt*, non giudicat*, ascoltat*. Avere qualcun* che possa rispondere ai dubbi, che spieghi senza fretta, che accompagni senza freddo distacco. Anche questo fa parte della cura.

Un gesto quotidiano di presenza e trasformazione

Prendersi tempo per sé, ogni giorno, è molto più che seguire una routine. È un modo per abitare il proprio corpo con consapevolezza, per riconoscere il percorso fatto e la forza che ha reso possibile la trasformazione.

Ogni gesto, anche il più semplice, racconta una storia di resilienza, di ascolto, di dignità.

Non esiste un modello unico per vivere questo cammino. L'importante è che ciascun* possa farlo secondo il proprio tempo, con libertà, rispetto e autenticità.

Anche nei momenti difficili, è lì che si esercita il coraggio: nel tornare a sé, ogni volta, con verità.

articolo a cura di

Paola Toia

Lifestyle & Wellness Editor

Paola toia thumb

Content Editor e Digital Specialist laureata in Lingue e Comunicazione. Scrive e si occupa di social strategy e coaching in ambito content marketing. Online racconta la sua vita tra viaggi, famiglia e lavoro.