- Introduzione Introduzione
- Cos’è l’anorgasmia? Cos’è l’anorgasmia?
- Approccio di coppia Approccio di coppia
- Percorsi di supporto e strategie terapeutiche Percorsi di supporto e strategie terapeutiche
- Il piacere sessuale è un diritto che merita ascolto e attenzione Il piacere sessuale è un diritto che merita ascolto e attenzione
Sessualità e piacere sono temi che attraversano la storia dell’umanità fin dall’antichità, rispecchiando credenze, paure e desideri di ogni epoca.
Nella Grecia Classica, il sesso era considerato nutrimento del corpo e dello spirito: non esisteva l’idea di colpa legata al piacere, né un legame indissolubile fra matrimonio, amore e desiderio.
Anche in Cina, racconta Van Gulik, la sessualità non era mai associata al peccato, e le pratiche non finalizzate al coito non venivano stigmatizzate.
Con l’avvento del cristianesimo, invece, la sessualità viene progressivamente caricata di sensi di colpa e rigidità morali: il sesso senza fini procreativi diventa peccato, e il piacere si lega al concetto di espiazione.
Nel frattempo, la scienza, in bilico tra repressione culturale e curiosità conoscitiva, cerca di giustificare l’orgasmo femminile come funzionale alla procreazione.
Il Rinascimento riporta attenzione al corpo, con la riscoperta della clitoride, ma l’epoca vittoriana inaugura un nuovo periodo di censura e tabù: la sessualità femminile è repressa, la masturbazione condannata, e si diffonde l’idea che l’orgasmo “vero e maturo” fosse solo quello vaginale, come sosterrà Freud.
Bisognerà attendere Master e Johnson perché l’orgasmo torni a essere studiato con dignità, integrando dimensioni biologiche, psicologiche e relazionali.
Eppure, ancora oggi, l’orgasmo rimane una delle aree meno comprese della sessualità umana.
Definirlo in modo esaustivo è complesso: è al tempo stesso esperienza corporea, psicologica e relazionale.
Questa difficoltà di comprensione si riflette anche nelle sfide legate alla sua assenza: l’anorgasmia.
Un disturbo spesso silenzioso, che può generare frustrazione individuale, ma anche tensioni nella coppia, influenzando il modo in cui ci si percepisce, si comunica e si vive l’intimità.
Cos’è l’anorgasmia?
L’anorgasmia è una disfunzione sessuale che può interessare sia uomini che donne, e si manifesta come difficoltà o impossibilità a raggiungere l’orgasmo nonostante una stimolazione ritenuta adeguata.
È utile precisare che, secondo la comunità scientifica (Kinsey, 1984; Hite, 1981; Mah e Binik, 2001), orgasmo ed eiaculazione non coincidono necessariamente nell’uomo.
Un soggetto maschile può infatti sperimentare la pienezza e l’intensità dell’orgasmo, con tutte le sue componenti fisiche e psicologiche, anche in assenza di eiaculazione.
Questo dato sottolinea come l’orgasmo sia un fenomeno complesso, che coinvolge dimensioni corporee, emotive e neurologiche, e non solo un riflesso meccanico legato all’espulsione del seme.
Vediamo ora le principali forme di anorgasmia:
- Primaria: l’orgasmo non è mai stato sperimentato, sin dai primi rapporti sessuali.
- Secondaria: si manifesta in un momento successivo, dopo un periodo in cui l’orgasmo era presente.
- Situazionale: compare solo in determinate circostanze o con particolari partner.
- Generalizzata: riguarda ogni situazione e tipo di stimolazione.
Come accade per altre disfunzioni sessuali, l’anorgasmia non ha una sola causa, ma può derivare da una complessa interazione di fattori biologici, psicologici e relazionali.
Le cause dell’anorgasmia si dividono generalmente in tre grandi categorie: fisiche, psicologiche e relazionali.
Tra i fattori fisici troviamo l’assunzione di alcuni farmaci, in particolare antidepressivi e psicotropi, che possono modificare la risposta orgasmica, ma anche disturbi ormonali, patologie neurologiche o condizioni mediche croniche che interferiscono con la sensibilità e con il funzionamento del sistema nervoso.
Sul piano psicologico, soprattutto nel vissuto femminile, pesano vari elementi:
- Scarsa fiducia in sé, che ostacola la capacità di abbandonarsi al piacere;
- Barriere difensive emotive o cognitive, come la paura del giudizio o la difficoltà a lasciarsi andare;
- Educazioni sessuofobiche o rigidamente costrittive, che instillano sensi di colpa e conflitti interiori;
- Stress e affaticamento quotidiano, che riducono la disponibilità a vivere la sessualità come spazio di piacere;
- Dinamiche di coppia irrisolte, dove la mancanza di comunicazione, i conflitti o addirittura le lotte di potere inconsce possono trasformare la sessualità in un terreno di scontro più che di incontro.
Non meno rilevante è il ruolo della qualità delle esperienze intime: un’attenzione insufficiente ai preliminari o la scarsa consapevolezza del/la partner rispetto ai bisogni sessuali dell’alltr* possono contribuire a rendere più difficile il raggiungimento dell’acme sessuale.
In altre parole, l’anorgasmia non è mai solo “assenza di orgasmo”: è l’espressione di un complesso intreccio fra corpo, mente e relazione.
Se l’orgasmo è molto più di una reazione fisiologica, la sua assenza non resta confinata al corpo.
L’anorgasmia può insinuarsi come un’ombra nella vita sessuale di una persona, generando frustrazione, senso di inadeguatezza, alimentando incomprensioni e, nelle relazioni di coppia, diventare terreno fertile per silenzi, conflitti o disallineamenti del desiderio.
Ed è proprio qui che è fondamentale comprendere l’impatto dell’anorgasmia sulle relazioni, e interrogarsi su come affrontarla, sia sul piano individuale che all’interno della coppia.
Approccio di coppia
Quando l’anorgasmia si presenta all’interno di una relazione, il rischio è viverla come un ostacolo personale, un difetto da correggere in solitudine.
In realtà, la sessualità non appartiene mai a un solo individuo: è un incontro, un tessuto di emozioni, corpi e significati che si intrecciano.
Per questo la comunicazione empatica rappresenta un primo passo essenziale.
Condividere pensieri, timori e desideri riduce il peso della solitudine e sposta il focus dalla colpa al dialogo.
Parlare non significa accusare, ma costruire uno spazio sicuro dove la vulnerabilità diventa forza, e dove il piacere smette di essere un obiettivo da raggiungere e torna a essere una scoperta da fare insieme.
Accanto al dialogo, un secondo strumento prezioso è la mindfulsex, ossia l’applicazione della mindfulness alla sfera sessuale.
Essere presenti nel qui e ora, osservare senza giudizio le sensazioni corporee e le emozioni che emergono durante l’intimità, permette di rallentare, di liberarsi dalle aspettative di “performance” e di accogliere la sessualità nella sua natura mutevole.
La sessualità, infatti, non è statica: cambia con l’età, con le esperienze, con le relazioni.
Accettare questa fluidità significa aprirsi alla possibilità che anche il nostro modo di vivere il piacere si trasformi nel tempo.
Un approccio di coppia che integra comunicazione empatica e mindfulsex non elimina la necessità, in alcuni casi, di un sostegno specialistico, ma restituisce alla relazione la sua funzione più autentica: quella di essere terreno fertile di alleanza, curiosità e crescita condivisa.
Percorsi di supporto e strategie terapeutiche
Rivolgersi a un* professionista è spesso un passaggio importante per affrontare l’anorgasmia.
Ma è bene ricordare che non tutti i medici o gli psicologi sono automaticamente esperti di sessualità.
Affidarsi a figure che abbiano una formazione specifica in sessuologia è essenziale, perché solo così si può garantire un approccio integrato che tenga insieme i tre piani inscindibili della sessualità: biologico, psicologico e sociale.
A seconda delle necessità, il percorso può coinvolgere:
- Medici specialisti (ginecolog*, androlog*, endocrinolog*) in grado di indagare eventuali fattori organici;
- Psicoterapeut* e sessuolog* clinic*, che accompagnano la persona o la coppia nel lavoro su emozioni, paure e vissuti legati al piacere;
- La figura dell* consulente sessuale, che non si occupa di terapia in senso stretto ma offre educazione, informazione e strumenti pratici per esplorare la sessualità in modo più consapevole e sereno.
Questo ventaglio di competenze consente di affrontare l’anorgasmia da prospettive diverse, evitando riduzionismi e costruendo un percorso su misura, capace di rispettare i tempi e la storia di chi lo intraprende.
Il piacere sessuale è un diritto che merita ascolto e attenzione
Il piacere sessuale non è un dettaglio marginale, ma una componente fondamentale della salute e del benessere complessivo.
Studi internazionali mostrano come la qualità della vita sessuale influenzi autostima, umore, relazioni e persino alcuni indicatori fisiologici di salute.
Parlare di anorgasmia, dunque, non significa occuparsi di un “problema privato”, ma di una condizione che può incidere profondamente sulla vita di una persona e della coppia.
Come nelle culture antiche che riconoscevano al sesso un ruolo di nutrimento per corpo e spirito, anche oggi è essenziale vedere la sessualità come un ambito di conoscenza, esplorazione e relazione, piuttosto che come fonte di colpa o prestazione.
Ciò che spesso viene percepito come un limite può trasformarsi in un’opportunità: conoscere meglio sé stessi, esplorare nuove modalità di vivere la sessualità, accogliere i cambiamenti che il corpo e la vita ci propongono.
La sessualità è fluida e mutevole, e il piacere non è un punto di arrivo prefissato, ma un viaggio che merita ascolto, attenzione e rispetto.
Nessun percorso è identico a un altro: il diritto al piacere è personale e prezioso.
Riconoscerlo, accoglierlo e coltivarlo, anche con l’aiuto di figure competenti, significa riaprire la porta a una sessualità più autentica, libera e profondamente connessa alla vita.
Giulia Grechi
Consulente Sessuale
Dottoressa in Riabilitazione Psichiatrica presso la facoltà di medicina e psicologia La Sapienza, con specializzazione in Consulenza Sessuale conseguita a la Scuola di Sessuologia e Psicologia Applicata.