- Che cos’è lo squirting? Che cos’è lo squirting?
- Squirting ed eiaculazione femminile sono la stessa cosa? Squirting ed eiaculazione femminile sono la stessa cosa?
- Cosa dice la scienza sull’origine del liquido? Cosa dice la scienza sull’origine del liquido?
- Lo squirting coincide con l’orgasmo? Lo squirting coincide con l’orgasmo?
- Perché se ne parla così tanto? Perché se ne parla così tanto?
- Squirting, vergogna e aspettative Squirting, vergogna e aspettative
- Squirting e piacere: nessuna gerarchia Squirting e piacere: nessuna gerarchia
- Cosa fare se accade e ti mette a disagio Cosa fare se accade e ti mette a disagio
- Si può “imparare” a fare squirting? Si può “imparare” a fare squirting?
- Quando parlarne con un/una professionista Quando parlarne con un/una professionista
- Squirting e cultura: tra simbolo, curiosità e spettacolarizzazione Squirting e cultura: tra simbolo, curiosità e spettacolarizzazione
Lo squirting è uno dei fenomeni più discussi, cercati e fraintesi della sessualità.
Per alcune persone è una curiosità, per altre un’esperienza vissuta con sorpresa o imbarazzo. Per altre ancora è diventato, soprattutto a causa della pornografia e di alcuni contenuti online, una specie di “prova” del piacere femminile.
Ma è davvero così?
No. Lo squirting non è un obiettivo da raggiungere, non è una dimostrazione di bravura, non misura l’intensità dell’orgasmo e non dice nulla sul valore della propria sessualità.
Parlarne in modo corretto significa fare due cose insieme: riconoscere che è un fenomeno reale e, allo stesso tempo, togliere pressione a chi non lo sperimenta o non desidera sperimentarlo.
La sessualità non è una gara. E il piacere non ha bisogno di dimostrazioni.
Che cos’è lo squirting?
Con il termine squirting si indica, in modo comune, l’emissione di una quantità variabile di liquido dall’uretra durante l’eccitazione sessuale o in prossimità dell’orgasmo.
Il punto importante è questo: il liquido non fuoriesce dalla vagina, ma dall’uretra, cioè lo stesso canale da cui passa l’urina.
Questo non significa che lo squirting debba essere vissuto come qualcosa di “sporco” o imbarazzante. Significa, più semplicemente, che bisogna parlarne con precisione anatomica.
Una parte della letteratura scientifica tende a distinguere tra squirting ed eiaculazione femminile, anche se nel linguaggio comune i due termini vengono spesso usati come sinonimi. Questa confusione è molto diffusa e ha contribuito a creare miti, aspettative e informazioni poco chiare.
Squirting ed eiaculazione femminile sono la stessa cosa?
Non sempre.
In modo semplificato, possiamo dire che:
- con eiaculazione femminile si fa riferimento all’emissione di una quantità ridotta di liquido, spesso descritta come più densa o biancastra, associata alle ghiandole di Skene, chiamate anche ghiandole parauretrali;
- con squirting si indica, invece, un’emissione più abbondante di liquido chiaro e acquoso, che secondo alcuni studi proviene in larga parte dalla vescica e può contenere componenti urinari diluiti, insieme a possibili tracce di secrezioni prostatiche femminili, come il PSA.
Le ghiandole di Skene si trovano vicino all’uretra e sono spesso coinvolte nelle discussioni scientifiche sull’eiaculazione femminile. In alcuni studi vengono descritte anche come “prostata femminile”, perché possono produrre secrezioni contenenti PSA, cioè antigene prostatico specifico.
Cosa dice la scienza sull’origine del liquido?
Uno degli studi più citati sul tema è quello di Salama e colleghi, Nature and Origin of “Squirting” in Female Sexuality, che ha osservato, tramite ecografia, il riempimento della vescica durante l’eccitazione e il suo svuotamento dopo lo squirting in un piccolo gruppo di partecipanti.
Questo dato ha contribuito a distinguere meglio squirting ed eiaculazione femminile, ma non significa che il fenomeno sia “solo pipì” nel senso comune e svalutante del termine.
La realtà è più complessa: il liquido può contenere componenti urinari diluiti e, in alcuni casi, anche marcatori associati alle secrezioni delle ghiandole di Skene. Per questo il tema resta oggetto di dibattito.
La cosa più importante, però, è un’altra: lo squirting non è un problema medico di per sé. Se avviene senza dolore, bruciore, perdite insolite o altri sintomi, può essere vissuto semplicemente come una delle tante possibili risposte del corpo.
Se invece compaiono fastidi, dolore, bruciore urinario, perdita involontaria di urina al di fuori dell’intimità o dubbi sul pavimento pelvico, è meglio parlarne con ginecolog*, ostetric*, urolog* o professionista sanitario.
Lo squirting coincide con l’orgasmo?
Non necessariamente.
Una delle convinzioni più diffuse è che lo squirting sia la prova di un orgasmo particolarmente intenso. In realtà, le cose non sono così lineari.
Lo squirting può avvenire in prossimità dell’orgasmo, durante una forte eccitazione o in contesti diversi. Può essere percepito come piacevole da alcune persone, neutro da altre, imbarazzante da altre ancora.
Allo stesso modo, una persona può vivere orgasmi intensi senza squirting, oppure sperimentare squirting senza che questo coincida con un orgasmo.
L’orgasmo non ha bisogno di essere visibile per essere reale. E il piacere non deve lasciare una prova esterna per essere valido.
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Perché se ne parla così tanto?
Lo squirting è diventato un tema molto presente nell’immaginario collettivo, anche a causa della pornografia, dove viene spesso spettacolarizzato.
Questo può creare un problema: quando un fenomeno corporeo viene trasformato in performance, molte persone iniziano a viverlo come qualcosa da ottenere, dimostrare o provocare.
E qui nasce la pressione.
- C’è chi si chiede: “Perché a me non succede?”
- C’è chi pensa di non essere abbastanza liber*.
- C’è chi teme che il proprio corpo non funzioni.
- C’è chi prova imbarazzo quando accade.
- C’è chi cerca di farlo succedere a tutti i costi.
Ma la sessualità non funziona così.
Ogni corpo risponde in modo diverso. Alcune persone sperimentano lo squirting, altre no. Alcune lo vivono con piacere, altre con disagio. Alcune lo sperimentano una volta sola, altre più spesso, altre mai.
Tutto questo rientra nella varietà delle esperienze corporee.
Squirting, vergogna e aspettative
Per molto tempo, molte esperienze legate al piacere delle persone con vulva sono state raccontate poco o male. La conseguenza è che molti fenomeni corporei sono stati interpretati attraverso vergogna, paura o disinformazione.
Lo squirting non fa eccezione.
Chi lo sperimenta può temere di aver perso urina, di aver “sporcato”, di essere giudicat* o di non sapere come parlarne con il/la partner. Chi non lo sperimenta può sentirsi inadeguat*, come se mancasse qualcosa alla propria sessualità.
In entrambi i casi, il problema non è il corpo. Il problema è la pressione.
Conoscere meglio il proprio corpo può aiutare a ridurre imbarazzo e falsi miti, ma non dovrebbe trasformarsi in un nuovo obbligo.
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Squirting e piacere: nessuna gerarchia
Lo squirting non rende un’esperienza più vera, più intensa o più completa.
Può essere parte del piacere di alcune persone, ma non è una misura del piacere. Non è una certificazione dell’orgasmo, ne un traguardo da raggiungere necessariamente.
Il piacere può essere silenzioso, evidente, corporeo, mentale, emotivo, relazionale. Può cambiare nel tempo, con l’età, con le esperienze, con la salute, con il contesto e con la persona con cui si condivide l’intimità.
Dott.ssa Giulia Grechi - Consulente SessualeIl corpo non deve “dimostrare” niente.
Questa è forse la parte più importante da ricordare: non esiste una sessualità più completa perché include lo squirting, e non esiste una sessualità meno valida perché non lo include.
Cosa fare se accade e ti mette a disagio
Se lo squirting accade e ti crea imbarazzo, può essere utile ricordare che non c’è nulla di cui vergognarsi.
Può aiutare parlarne con il/la partner, soprattutto se la paura di “sporcare” o perdere il controllo rende difficile rilassarsi. In una relazione sicura, il corpo non dovrebbe diventare motivo di giudizio.
Si può anche scegliere di proteggere il letto o l’ambiente con un asciugamano o una protezione lavabile, non perché ci sia qualcosa di sbagliato, ma semplicemente per sentirsi più tranquill*.
La cosa importante è non trasformare il fenomeno in ansia. Né in un obbligo, né in un problema.
Se invece l’emissione di liquido è associata a dolore, bruciore, cattivo odore, perdite insolite, fastidio urinario o incontinenza anche fuori dai momenti di intimità, è opportuno chiedere un parere sanitario.
Si può “imparare” a fare squirting?
Questa è una delle domande più cercate online, ma anche una delle più delicate.
Molti contenuti promettono tecniche, passaggi e metodi per “raggiungere” lo squirting. Il rischio è trasformare una possibile risposta del corpo in una performance da inseguire.
È più corretto dire che alcune persone possono diventare più consapevoli delle proprie sensazioni corporee, del proprio rilassamento, del proprio piacere e dei propri segnali fisici. Ma questo non garantisce lo squirting, né deve diventare l’obiettivo dell’esperienza sessuale.
Non tutti i corpi reagiscono nello stesso modo. Non tutte le persone desiderano le stesse cose. E non tutto ciò che viene raccontato come “da provare” deve davvero interessare.
La domanda più utile non è “come faccio a squirtare?”, ma: che cosa mi fa sentire bene, al sicuro e liber da pressione?*
Quando parlarne con un/una professionista
Parlare di squirting con un/una professionista può essere utile se:
- il tema genera ansia, vergogna o paura;
- si teme di avere incontinenza urinaria;
- compaiono dolore, bruciore o fastidi urinari;
- si vivono pressioni da parte del/della partner;
- ci sono dubbi sul pavimento pelvico;
- si desidera capire meglio il proprio corpo senza giudizio.
Ginecolog*, ostetric*, urolog*, fisioterapist* del pavimento pelvico o consulenti sessuali possono aiutare a distinguere tra esperienza fisiologica, disagio psicologico e possibili segnali da approfondire.
Chiedere aiuto non significa avere qualcosa che non va. Significa prendersi cura di sé.
Squirting e cultura: tra simbolo, curiosità e spettacolarizzazione
In alcune culture e narrazioni, lo squirting o l’eiaculazione femminile sono stati associati a significati simbolici, rituali o spirituali. In altri contesti, soprattutto contemporanei, sono stati invece trasformati in spettacolo, contenuto pornografico o prova di desiderabilità.
Entrambe le cose ci dicono quanto il corpo femminile sia stato spesso caricato di significati esterni.
Il punto, però, dovrebbe restare un altro: l’esperienza appartiene alla persona che la vive.
Non alla cultura, non alla pornografia, non alle aspettative del/della partner, non agli standard online.
In sintesi: cosa ricordare davvero
Lo squirting esiste, ma non è un obbligo.
Può essere distinto dall’eiaculazione femminile, anche se i due termini vengono spesso confusi.
Alcuni studi suggeriscono che il liquido dello squirting provenga in larga parte dalla vescica e possa contenere componenti urinari diluiti, con possibile contributo delle ghiandole di Skene. Tuttavia, gli studi sono ancora limitati e il tema non è completamente chiuso.
Lo squirting può accadere con o senza orgasmo, può essere piacevole o neutro, può creare curiosità o imbarazzo. In ogni caso, non misura il piacere e non rende una sessualità più valida di un’altra.
Il messaggio più importante è questo: il corpo non deve dimostrare nulla.
La sessualità più libera non è quella che raggiunge un risultato, ma quella in cui ci si sente ascoltat*, rispettat* e al sicuro.
Giulia Grechi
Consulente Sessuale
Dottoressa in Riabilitazione Psichiatrica presso la facoltà di medicina e psicologia La Sapienza, con specializzazione in Consulenza Sessuale conseguita a la Scuola di Sessuologia e Psicologia Applicata.