- Che cosa significa credere in se stessi? Che cosa significa credere in se stessi?
- Autostima e fiducia in se stessi: sono la stessa cosa? Autostima e fiducia in se stessi: sono la stessa cosa?
- Perché a volte è difficile avere fiducia in se stessi? Perché a volte è difficile avere fiducia in se stessi?
- Come aumentare l’autostima: strategie pratiche Come aumentare l’autostima: strategie pratiche
- Piccoli esercizi per credere di più in te stessə Piccoli esercizi per credere di più in te stessə
- Domande frequenti sull’autostima Domande frequenti sull’autostima
- Credere in se stessi non significa sentirsi sempre forti Credere in se stessi non significa sentirsi sempre forti
Che cosa significa credere in se stessi?
Credere in se stessi non significa pensare di essere perfettə, riuscire sempre o non sbagliare mai. Significa, piuttosto, avere abbastanza fiducia nel proprio valore da provare, scegliere, parlare, esporsi, chiedere aiuto e rialzarsi anche quando qualcosa non va come speravi.
Puoi avere limiti, paure, fragilità e momenti di insicurezza senza per questo valere meno. Puoi non sentirti prontə e provarci comunque. Puoi sbagliare e imparare. Puoi cambiare idea, attraversare una fase difficile o sentirti diversə da come vorresti essere, senza trasformare tutto questo in un giudizio definitivo su chi sei.
L’autostima nasce anche dal modo in cui impari a guardarti quando non ti senti abbastanza. Se ogni errore diventa una prova del fatto che “non sei capace”, la fiducia si indebolisce. Se invece inizi a vedere gli errori come esperienze, informazioni e possibilità di crescita, diventa più facile costruire un rapporto meno duro con te stessə.
Credere in se stessi, quindi, non è uno stato fisso. È un processo che si costruisce con il tempo, con piccoli gesti quotidiani e con un modo più rispettoso di stare accanto a sé.
Autostima e fiducia in se stessi: sono la stessa cosa?
Autostima e fiducia in se stessi sono collegate, ma non coincidono del tutto.
L’autostima riguarda il valore che riconosci a te stessə come persona. Non dipende solo da quello che sai fare, dai risultati che ottieni, dal tuo aspetto fisico o da quanto piaci agli altri. Ha a che fare con una domanda più profonda: riesci a sentirti degnə di rispetto, cura e ascolto anche quando non sei al massimo?
La fiducia in se stessi, invece, riguarda di più la percezione delle proprie capacità. Puoi avere fiducia nel parlare in pubblico, nello sport, nello studio, nel lavoro, nelle relazioni o in una scelta personale. Allo stesso tempo, puoi sentirti competente in alcune aree della vita e avere comunque un’autostima fragile.
Può succedere anche il contrario: puoi avere una buona autostima, ma sentirti insicurə davanti a una situazione nuova. Per questo è importante non confondere il proprio valore con la prestazione.
Non sei solo quello che riesci a fare. Non sei solo i voti, il lavoro, il corpo, le relazioni, i risultati o l’approvazione che ricevi. Costruire autostima significa imparare a riconoscere il proprio valore anche quando qualcosa non riesce come vorresti.
Perché a volte è difficile avere fiducia in se stessi?
Ci sono periodi in cui credere in se stessi sembra più difficile del solito. Può succedere dopo un errore, una delusione, una critica, una relazione complicata, un cambiamento importante o una fase in cui ti senti diversə da come vorresti essere.
A volte l’insicurezza nasce da qualcosa che è successo davvero. Altre volte cresce poco alla volta, attraverso paragoni, aspettative, giudizi ricevuti o messaggi che finiscono per farti pensare di non essere abbastanza.
Non sempre è facile capire da dove arriva la mancanza di fiducia. Riconoscere alcuni meccanismi, però, può aiutarti a guardarli con più lucidità e a non trasformarli subito in una colpa personale.
Il confronto con gli altri
Confrontarsi con gli altri è normale. Succede a scuola, nel lavoro, nello sport, nelle amicizie, nelle relazioni e sui social. A volte il confronto può anche essere uno stimolo: ci fa capire cosa ci piace, cosa vorremmo imparare, quali possibilità esistono.
Il problema nasce quando diventa l’unico modo per misurare il proprio valore. Se guardi sempre chi sembra più sicurə, più brillante, più bellə, più amatə, più bravə o più avanti di te, è facile sentirsi indietro anche quando non lo sei davvero.
Il confronto, spesso, non è mai alla pari. Tu conosci i tuoi dubbi, le tue paure, le giornate in cui fai fatica e le parti di te che vorresti cambiare. Degli altri, invece, vedi solo una parte: quella che mostrano, quella che riesci a interpretare dall’esterno, quella che spesso appare più ordinata di quanto sia davvero.
Per questo il confronto continuo può diventare pesante. Non ti aiuta a capire chi sei, ma ti spinge a chiederti perché non sei come qualcun altro.
Credere in se stessi non vuol dire smettere per sempre di confrontarsi. Vuol dire imparare a non usare gli altri come misura definitiva del proprio valore.
Paola Toia - Lifestyle & Wellness EditorPaura del giudizio e insicurezza
La paura del giudizio può bloccare molte cose: parlare, esporsi, fare domande, vestirsi come vorresti, pubblicare una foto, iniziare qualcosa di nuovo o dire quello che pensi.
A volte non è nemmeno necessario che qualcuno ti giudichi davvero. Basta immaginare cosa potrebbero pensare gli altri per sentirsi già in difetto: “E se sbaglio?”, “E se mi prendono in giro?”, “E se non piaccio?”, “E se pensano che non sono abbastanza?”.
Questi pensieri possono diventare molto forti, soprattutto quando hai già vissuto critiche, prese in giro, esclusione o commenti che ti hanno feritə. In quei casi, esporsi di nuovo può sembrare rischioso, anche quando la situazione intorno a te è diversa.
L’insicurezza, però, non è per forza un difetto da cancellare. Può essere un segnale: qualcosa ti sta a cuore, hai paura di non essere accettatə, oppure hai bisogno di sentirti più protettə prima di prendere spazio.
Il punto non è eliminare ogni insicurezza. Il punto è imparare a riconoscerla senza lasciarle sempre l’ultima parola.
Social, corpo e aspettative irrealistiche
I social possono influire molto sul modo in cui ci vediamo. Ogni giorno possiamo incontrare corpi, vite, relazioni, successi e immagini che sembrano perfetti. Anche quando sappiamo che molte cose sono filtrate, selezionate o costruite, il confronto può comunque pesare.
Può nascere la sensazione di dover essere sempre più bellə, più interessante, più performante, più desiderabile, più sicurə. E quando il valore personale inizia a dipendere da like, commenti, visualizzazioni o approvazione esterna, l’autostima può diventare più fragile.
Il rapporto con il corpo è uno dei punti più delicati. Commenti sull’aspetto fisico, paragoni continui o dinamiche di body shaming possono far sentire una persona sbagliata o non abbastanza. Anche esperienze di cyberbullismo, prese in giro o attacchi online possono lasciare un segno sulla fiducia in se stessi, perché colpiscono il modo in cui ci si sente vistə dagli altri.
In questi casi può aiutare fermarsi e chiedersi: quello che vedo online mi fa stare meglio o mi lascia continuamente in difetto?
A volte proteggere la propria autostima passa anche da scelte molto concrete: seguire profili diversi, limitare contenuti che fanno stare male, ridurre il tempo passato a confrontarsi e scegliere con più attenzione quali voci lasciare entrare nella propria giornata.
Come aumentare l’autostima: strategie pratiche
Aumentare l’autostima non vuol dire svegliarsi un giorno e sentirsi finalmente sicurə in ogni situazione. È un lavoro più graduale, fatto di abitudini, scelte quotidiane e piccoli modi diversi di guardarsi.
Non esiste una formula uguale per tutti, perché ognunə arriva alla propria insicurezza da esperienze diverse. Ci sono però alcune strategie che possono aiutarti a riconoscere meglio il tuo valore, proteggerti dal confronto continuo e costruire un rapporto meno duro con te stessə.
Riconosci quello che sai già fare
Quando l’autostima è bassa, l’attenzione finisce spesso su ciò che manca: quello che non riesci a fare, quello che non hai ancora raggiunto, quello in cui pensi di essere indietro rispetto agli altri.
Per costruire più fiducia, però, è importante imparare a vedere anche ciò che già c’è. Non parliamo per forza di grandi risultati, ma di capacità, progressi e risorse che magari dai per scontati.
Puoi partire da domande semplici: che cosa so fare meglio rispetto a qualche tempo fa? In quali situazioni mi sono comportatə con coraggio? Quali difficoltà ho già attraversato? Quali qualità riconoscono in me le persone che mi vogliono bene?
Anche chiedere aiuto, dire di no, affrontare una giornata difficile, provare qualcosa di nuovo o rispettare un tuo limite può essere un segnale di crescita.
L’autostima si nutre anche di queste prove quotidiane, soprattutto quando impari a non cancellarle subito.
Smetti di misurarti solo attraverso gli altri
Il confronto può diventare una trappola quando ti porta a guardare sempre fuori da te. Gli altri sembrano più sicurə, più avanti, più capaci, più desideratə o più risoltə, mentre tu resti concentratə su tutto ciò che pensi ti manchi.
Ma la vita degli altri non è una misura precisa della tua. Quello che vedi dall’esterno non racconta tutto: non mostra sempre le fatiche, i dubbi, le paure o le parti meno ordinate del percorso.
Per questo può essere utile cambiare domanda. Invece di chiederti sempre “perché non sono come loro?”, prova a chiederti: che cosa è importante per me? Che cosa sto imparando? Quale passo sarebbe realistico per la mia situazione, con le risorse che ho adesso?
Credere in se stessi non significa ignorare gli altri o smettere di lasciarsi ispirare. Significa non permettere che il valore degli altri cancelli il tuo.
Parti da obiettivi piccoli e realistici
Quando vuoi sentirti più sicurə, può venire voglia di cambiare tutto subito: essere più coraggiosə, più determinatə, più costante, più forte. Il rischio, però, è scegliere obiettivi troppo grandi e sentirsi ancora più frustratə se non riesci a mantenerli.
Meglio partire da passi piccoli, concreti e realistici. Una domanda che di solito eviteresti. Un’attività iniziata per pochi minuti. Un messaggio a cui rispondere dopo averlo rimandato. Una breve passeggiata. Un no detto con gentilezza. Un impegno semplice portato avanti per qualche giorno.
Questi gesti possono sembrare minimi, ma servono a costruire esperienza. Ogni piccolo passo diventa una prova del fatto che puoi agire anche quando non ti senti completamente prontə.
Paola Toia - Lifestyle & Wellness EditorLa fiducia cresce anche così: non solo pensando di potercela fare, ma vedendoti mentre provi, impari e affronti qualcosa.
Impara a parlare con te stessə con più gentilezza
Il modo in cui ti parli conta più di quanto sembri. A volte siamo molto più duri con noi stessə di quanto saremmo con una persona a cui vogliamo bene.
Ci diciamo “non sono capace”, “sbaglio sempre”, “non piacerò mai”, “sono fattə male”, “gli altri sono meglio di me”, “non cambierò mai”. Questi pensieri possono sembrare verità, ma spesso sono giudizi ripetuti così tante volte da diventare automatici.
Parlarti con più gentilezza non significa mentire a te stessə o fingere che vada tutto bene. Significa cercare parole più giuste, meno definitive.
Puoi provare a trasformare “non sono capace” in “questa cosa mi è difficile, ma posso imparare”. Oppure “ho sbagliato tutto” in “ho fatto un errore, ma non sono il mio errore”. O ancora “non piacerò mai a nessuno” in “non devo piacere a tutti per avere valore”.
La gentilezza verso se stessə non è debolezza. È un modo per smettere di combatterti proprio mentre stai già facendo fatica.
Prenditi cura del corpo senza giudicarlo
Il rapporto con il corpo può influire molto sull’autostima. Quando ci si sente giudicatə, confrontatə o non abbastanza, può diventare difficile vivere il proprio corpo con serenità.
Prendersi cura del corpo, però, non dovrebbe significare punirlo, correggerlo a tutti i costi o renderlo accettabile agli occhi degli altri. Può voler dire ascoltarlo, riposare quando serve, muoversi in un modo che fa stare bene, mangiare con più attenzione e meno colpa, scegliere vestiti in cui sentirsi comodə o più vicinə a sé.
Il corpo non è solo qualcosa da guardare. È ciò che ti permette di vivere, sentire, muoverti, respirare, abbracciare e attraversare il mondo.
Non devi amare ogni parte del tuo corpo ogni giorno, ma puoi provare a trattarlo con meno durezza. Anche questo può diventare un modo concreto per costruire autostima.
Circondati di relazioni che ti rispettano
Le persone che hai intorno possono influire molto sul modo in cui ti percepisci. Una relazione che ti svaluta, ti controlla, ti giudica o ti fa sentire sempre sbagliatə può indebolire la fiducia in te stessə, anche quando all’inizio non te ne accorgi.
Al contrario, relazioni rispettose possono aiutarti a sentirti ascoltatə, vistə e più liberə di essere come sei. Questo vale nelle amicizie, in famiglia, nelle relazioni sentimentali e anche nelle relazioni online.
Una relazione sana non dovrebbe farti sentire continuamente sotto esame. Non dovrebbe obbligarti a dimostrare sempre qualcosa, usare le tue fragilità contro di te o farti sentire in colpa ogni volta che esprimi un bisogno.
Cercare relazioni più rispettose non significa pretendere persone perfette. Significa imparare a riconoscere chi ti fa spazio, chi ti ascolta, chi rispetta i tuoi confini e chi non usa il giudizio come forma di controllo.
Accetta la timidezza senza trasformarla in un difetto
Essere timidə non significa avere meno valore. Non significa essere debolə, incapace o destinatə a restare sempre in silenzio.
La timidezza può rendere alcune situazioni più faticose: parlare in pubblico, conoscere persone nuove, esporsi, dire la propria. Ma non è per forza un difetto da cancellare. Può convivere con la sensibilità, l’ascolto, l’attenzione, la profondità e la capacità di osservare.
Il punto non è diventare per forza estroversə. Il punto è non lasciare che la timidezza ti impedisca sempre di fare ciò che conta per te.
Puoi rispettare il tuo modo di essere e, allo stesso tempo, allenarti poco alla volta a prendere più spazio.
Prova cose nuove, ma senza forzarti
Fare esperienze nuove può aiutare a costruire fiducia, perché ti permette di scoprire parti di te che magari non conoscevi ancora. Può essere uno sport, un corso, un hobby, un modo diverso di vestirti, una conversazione, una scelta o una piccola sfida quotidiana.
Non serve buttarsi in situazioni troppo grandi o troppo lontane da ciò che ti senti di affrontare. Anche un passo piccolo può essere sufficiente, se è abbastanza concreto da farti uscire, almeno un po’, dall’idea di non potercela fare.
Provare qualcosa di nuovo non serve a dimostrare agli altri che sei coraggiosə. Serve a ricordarti che puoi muoverti, cambiare, imparare e sorprenderti.
La fiducia non nasce solo dal riuscire. Nasce anche dal permettersi di provare.
Piccoli esercizi per credere di più in te stessə
Dopo aver visto alcune strategie generali, può essere utile trasformarle in esercizi semplici da portare nella vita quotidiana.
Costruire autostima non significa cambiare personalità o diventare improvvisamente più estroversə, più coraggiosə, più brillante o più forte. Spesso il punto è molto più concreto: iniziare a raccogliere prove diverse su di te.
Non solo prove dei tuoi errori, delle tue paure o di quello che pensi ti manchi, ma anche di ciò che affronti, impari, scegli, proteggi e costruisci ogni giorno. L’autostima cresce quando smetti di guardarti solo attraverso ciò che non funziona e inizi a riconoscere anche ciò che stai già facendo, anche se piccolo.
Tieni traccia delle cose che affronti
Quando hai poca fiducia in te stessə, è facile ricordare soprattutto ciò che non è andato bene. Un errore può restare in testa per giorni, mentre un piccolo passo avanti rischia di sparire subito.
Per questo può essere utile tenere traccia delle cose che affronti. Non serve scrivere pagine intere: può bastare una nota sul telefono, un quaderno o una lista semplice.
Ogni giorno, o quando ne senti il bisogno, puoi segnare tre cose:
- qualcosa che hai fatto anche se ti pesava;
- qualcosa che hai imparato;
- qualcosa che hai gestito meglio di quanto pensavi.
Possono essere azioni molto piccole: un messaggio a cui hai risposto dopo averlo rimandato, una domanda che hai trovato il coraggio di fare, un limite che sei riuscitə a esprimere, un momento in cui ti sei fermatə prima di giudicarti, una pausa scelta invece di continuare a forzarti.
Nel tempo, questa lista può aiutarti a vedere che non sei fermə come pensi. Stai già facendo qualcosa, anche quando ti sembra poco.
Distingui i fatti dai giudizi
Quando l’autostima è fragile, spesso i giudizi sembrano fatti. “Ho sbagliato” diventa “sono un fallimento”. “Questa cosa mi fa paura” diventa “non sono capace”. “Qualcuno non mi ha scelto” diventa “non valgo abbastanza”.
Provare a distinguere fatti e giudizi può aiutarti a guardare la situazione con più lucidità. Un fatto è qualcosa che è successo. Un giudizio è il significato che gli attribuisci.
Per esempio, “ho preso un brutto voto” è un fatto; “non capisco niente” è un giudizio. “Una persona non mi ha risposto” è un fatto; “non interesso a nessuno” è un giudizio. “Mi sono sentitə in imbarazzo” è un fatto; “sono ridicolə” è un giudizio.
Non sempre riuscirai a fermare subito il giudizio, ma puoi iniziare a riconoscerlo. E quando lo riconosci, puoi chiederti: sto descrivendo quello che è successo, o sto trasformando un momento difficile in una sentenza su di me?
Scegli una cosa che dipende da te
Quando ti senti insicurə, può sembrare che tutto dipenda dagli altri: da come ti vedono, da cosa pensano, da quanto ti approvano o da quanta attenzione ricevi.
Ma per costruire fiducia è utile tornare, anche solo per poco, su qualcosa che dipende da te. Non puoi controllare sempre il giudizio degli altri, ma puoi scegliere una piccola azione.
Puoi prepararti meglio per una cosa che ti spaventa, chiedere chiarimenti, mettere un limite, prenderti una pausa, non rispondere a un commento che ti fa male o iniziare da un gesto minimo, ma tuo.
La domanda utile non è sempre “come faccio a sentirmi sicurə?”. A volte è: “qual è una cosa piccola che posso fare, anche se non mi sento ancora sicurə?”.
Crea distanza da ciò che ti fa sentire sempre in difetto
Non tutto quello che ti circonda ti aiuta a stare meglio. Alcuni contenuti, persone, conversazioni o ambienti possono alimentare il confronto continuo e farti sentire sempre mancante.
Può succedere con profili social che mostrano standard irrealistici, gruppi in cui ci si giudica molto, relazioni che ti fanno sentire sotto esame o commenti che colpiscono il corpo, le scelte, il carattere o il modo di vivere.
Non devi eliminare tutto dalla tua vita, ma puoi iniziare a chiederti che effetto ha su di te. Dopo aver visto certi contenuti, come ti senti? Più ispiratə o più sbagliatə? Più liberə o più sotto pressione? Più vicinə a te o più lontanə da ciò che sei?
A volte proteggere l’autostima significa anche fare spazio: seguire meno contenuti che ti fanno stare male, frequentare di più chi ti rispetta, scegliere conversazioni in cui non devi sempre difenderti e allontanarti, quando possibile, da chi usa il giudizio come forma di controllo.
Se il confronto online diventa continuo, può essere utile approfondire anche come disintossicarsi dai social in modo graduale e consapevole.
Impara a riconoscere i tuoi confini
Credere in se stessi non significa dire sempre sì, essere sempre disponibili o dimostrare continuamente qualcosa. A volte l’autostima cresce proprio quando impari a riconoscere un confine.
Un confine può essere dire “non mi va”, chiedere tempo, non rispondere subito, non accettare un commento che ti ferisce, smettere di spiegarti con chi non vuole ascoltare o scegliere di non esporti in una situazione che non ti fa bene.
Mettere confini può essere difficile, soprattutto se hai paura di deludere o perdere qualcuno. Ma un confine non è un attacco: è un modo per proteggere il tuo spazio, il tuo tempo, il tuo corpo, la tua energia e il tuo benessere.
Più impari a rispettare i tuoi confini, più diventa facile riconoscere che anche i tuoi bisogni contano.
Paola Toia - Lifestyle & Wellness EditorNon aspettare di sentirti prontə
A volte aspettiamo di sentirci prontə prima di iniziare qualcosa. Prima divento più sicurə, poi provo. Prima smetto di avere paura, poi mi espongo.
Ma spesso la fiducia cresce anche dopo un piccolo passo, non prima. Non serve sentirsi prontə al cento per cento: può bastare una scelta piccola, concreta, possibile.
Anche questo è un modo per credere un po’ di più in se stessə.
Domande frequenti sull’autostima
Domande frequenti sull’autostima
Che cos’è l’autostima?
L’autostima è il valore che riconosci a te stessə come persona. Non riguarda solo il modo in cui appari, quello che sai fare, i risultati che ottieni o l’approvazione che ricevi dagli altri.
Ha a che fare con il modo in cui ti guardi, ti parli e ti tratti, soprattutto nei momenti in cui sbagli, ti senti fragile o non riesci a essere come vorresti. Avere autostima non significa sentirsi sempre forti, ma riuscire a riconoscere il proprio valore anche quando qualcosa non va come speravi.
Come si fa a credere di più in se stessi?
Credere di più in se stessi richiede tempo e passa da piccoli gesti concreti: riconoscere ciò che sai già fare, smettere di misurarti solo attraverso gli altri, scegliere obiettivi realistici, parlare con te stessə con più gentilezza e costruire relazioni che rispettino i tuoi confini.
La fiducia non nasce solo dai grandi successi. A volte cresce quando fai qualcosa anche se hai paura, quando impari da un errore, quando chiedi aiuto o quando scegli di non trattarti con durezza.
Perché ho poca autostima?
La bassa autostima può avere molte origini. Può essere legata a critiche ricevute, confronti continui, esperienze di esclusione, body shaming, cyberbullismo, relazioni svalutanti, paura del giudizio o aspettative troppo rigide verso se stessə.
A volte nasce anche dal modo in cui interpreti gli errori. Se ogni difficoltà diventa una prova del fatto che “non vali abbastanza”, la fiducia può indebolirsi. Capire da dove arriva questa sensazione può essere un primo passo per iniziare a guardarti in modo meno severo.
Come aumentare l’autostima?
Per aumentare l’autostima può essere utile lavorare su azioni piccole ma costanti: riconoscere i progressi, distinguere i fatti dai giudizi, ridurre il confronto continuo, scegliere contenuti e relazioni che non ti facciano sentire sempre in difetto, imparare a mettere confini e prenderti cura del corpo senza giudicarlo.
Non serve cambiare tutto in una volta. Spesso l’autostima cresce quando inizi a raccogliere prove diverse su di te, non solo quelle che confermano le tue insicurezze.
Che differenza c’è tra autostima e sicurezza in se stessi?
L’autostima riguarda il valore che riconosci a te stessə. La sicurezza in se stessi riguarda più spesso il modo in cui ti senti in una situazione specifica.
Puoi sentirti sicurə in alcune cose, come studiare, lavorare, fare sport o parlare con una persona, e insicurə in altre. L’autostima è più profonda: non dipende solo dal riuscire bene in qualcosa, ma dal modo in cui continui a trattarti anche quando non riesci, sbagli o ti senti vulnerabile.
Come aiutare una persona con bassa autostima?
Per aiutare una persona con bassa autostima, la cosa più importante è non minimizzare quello che prova. Frasi come “non pensarci”, “devi solo credere di più in te” o “non hai motivo di sentirti così” possono sembrare incoraggianti, ma a volte fanno sentire la persona ancora più sola.
Meglio ascoltare, fare domande con delicatezza e riconoscere i suoi progressi reali. Può essere utile dire: “Mi dispiace che tu ti senta così”, “vuoi raccontarmi meglio?”, “non devi affrontarlo da solə”, oppure “ho notato che questa cosa per te era difficile, ma ci hai provato”.
Se il disagio pesa molto sulla vita quotidiana, può essere importante incoraggiare la persona a parlarne con un adulto di fiducia, un medico, uno psicologo o un professionista.
Quando chiedere aiuto?
Può essere utile chiedere aiuto quando l’insicurezza diventa molto pesante o inizia a limitare la vita quotidiana: se eviti spesso situazioni che ti interessano, ti senti costantemente sbagliatə, fai fatica a vivere il corpo o le relazioni con serenità, vivi una forma di isolamento sociale, ti giudichi in modo molto duro o senti che il disagio dura da tempo.
Chiedere aiuto non significa non essere abbastanza forte. Significa riconoscere che non tutto deve essere affrontato da solə.
Credere in se stessi non significa sentirsi sempre forti
Credere in se stessi non vuol dire svegliarsi ogni giorno senza dubbi, piacersi sempre o sapere già chi diventare. Significa imparare a restare dalla propria parte anche quando ci si sente incertə.
Significa non trasformare ogni errore in una sentenza, non lasciare che il confronto con gli altri cancelli il proprio valore e non permettere a un giudizio, a un commento o a un momento difficile di definire tutta la propria identità.
L’autostima non cresce solo nei giorni in cui va tutto bene. Cresce anche quando provi a parlarti con più rispetto, quando riconosci un piccolo passo, quando scegli relazioni che non ti schiacciano e quando inizi a distinguere chi sei da quello che temi di non essere.
Credere in se stessi è un percorso fatto di gesti piccoli, non di certezze assolute.
E puoi cominciare anche da qui: dal concederti la possibilità di non essere perfettə, ma comunque degnə di cura, rispetto e fiducia.
Paola Toia
Lifestyle & Wellness Editor
Content Editor e Digital Specialist laureata in Lingue e Comunicazione. Scrive e si occupa di social strategy e coaching in ambito content marketing. Online racconta la sua vita tra viaggi, famiglia e lavoro.