Storia dei sex toys: dalle origini ai nostri giorni

La storia dei sex toys è molto lunga. Esistono da sempre, in tutto il mondo. Eppure, ancora oggi sono spesso un tabù.

Se ne parla ancora con un certo imbarazzo e per trovarli bisogna frequentare i posti giusti. Eppure, i giocattoli del sesso sono nati migliaia di anni fa e usati in tutte le epoche. Scopriamo qualcosa in più sulla storia dei sex toys.

Storia dei sex toys: le origini

La storia è piena di esempi di modelli di fallo a grandezza naturale. Il più antico è un fallo di pietra di 28.000 anni fa, lungo 20 centimetri e largo 3, trovato nella grotta di Fels, in Germania.

I “giocattoli da signora” erano di uso comune presso gli antichi greci, che li costruivano in legno o in cuoio imbottito e li ungevano con olio di oliva.

Nel mondo occidentale moderno, i falli artificiali erano considerati dispositivi medici, usati per dare sollievo ai disturbi dell’umore della donna.

L’idea era che la donna dovesse periodicamente spurgare i propri umori, altrimenti andava incontro a una condizione chiamata “isteria” (parola che deriva da quella greca che significa utero). Era dunque necessario che la paziente avesse regolari rapporti sessuali o che fosse aiutata nel rilassamento dell’utero da un professionista.

L’epoca vittoriana fu il momento d’oro del dildo meccanico.

Il primo fu il manipulator, un vibratore che funzionava grazie a un motore a vapore e occupava due stanze. Nel 1883 arrivò il primo vibratore elettrico, quello di Joseph Granville, poi diventato famoso grazie al film “Hysteria”.

Storia dei sex toys: il Novecento

I vibratori cominciarono a essere venduti al pubblico ai primi del Novecento, sempre come dispositivi medici e anche come massaggiatori per il corpo. Nella pubblicità dell’epoca si vedevano usati su collo, tempie e spalle, sebbene la loro forma ne suggerisse usi più ovvi!

In soli trent’anni, arrivò la svolta.

La medicina abbandonò la vecchia idea dell’isteria e il vibratore diventò chiaramente un giocattolo sessuale.

Negli anni Settanta, epoca di liberazione sessuale, dildi e vibratori, diventarono oggetti da rivendicare quasi con orgoglio.

In anni recenti, la normalizzazione dei sex toys è avvenuta grazie a libri, cinema e TV.

Agli inizi del 2000 farà storia un episodio di Sex and the City, in cui una delle protagoniste, Charlotte, si appassiona al suo Rabbit Pearl, che diventerà così il sex toy più famoso del mondo.

Oggi le statistiche ci dicono che un’italiana su quattro possiede un giocattolo sessuale.

Non sono poche, ma comunque sono quasi la metà di danesi e svedesi ma anche di tedesche, inglesi e americane.

Non mancano le contraddizioni: basti pensare che, in alcuni Stati degli USA, la vendita di vibratori e giocattoli vari è tuttora illegale!

Fonte: Le Scienze, febbraio 2020

Il film da vedere: Hysteria (2011)

Redazione Mettiche

Ultimo aggiornamento: 3 novembre 2020

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