Sindrome premestruale e disturbo premestruale disforico

La sindrome premestruale colpisce la gran parte delle donne in età fertile. Ne esiste anche una forma più grave, chiamata disturbo premestruale disforico. Scopriamo qualcosa di più.

Con l’espressione sindrome premestruale si indica uno stato psico-fisico di malessere generalizzato che crea fastidio, in modi e con sintomi diversi, alla maggioranza delle donne in età fertile nei 7-10 giorni precedenti alle mestruazioni. Esiste anche una forma grave di questa sindrome, chiamata disturbo premestruale disforico (PMDD), che colpisce tra il 3 e il 9% delle donne.

Quali sono i sintomi della sindrome premestruale e del disturbo premestruale disforico?

Entrambi i disturbi compaiono circa una settimana prima dell’inizio del ciclo e ne accompagnano i primi giorni. Hanno molti sintomi in comune: tensione al seno, cambiamenti d’umore, stitichezza, crampi addominali; affaticamento, modifiche alle abitudini alimentari e del sonno.

Il disturbo premestruale disforico è una forma più grave perché provoca cambiamenti d’umore estremo e forte irritabilità che può sfociare in rabbia, ansia, e stati di profonda tristezza o disperazione. Tutto ciò può influenzare pesantemente le attività della vita quotidiana, come andare a scuola, a lavoro o avere relazioni sociali.

Secondo l’Associazione internazionale per i disturbi premestruali (ITAPMS), i sintomi del disturbo premestruale disforico sono:

  • tristezza, depressione e persino pensieri suicidi;
  • sensazione di ansia;
  • irritabilità e rabbia;
  • attacchi di panico, sbalzi d’umore o pianti frequenti;
  • sregolatezza alimentare;
  • problemi di concentrazione;
  • stanchezza;
  • insonnia;
  • mancanza di interesse per le attività quotidiane e le relazioni.

Cosa causa la sindrome premestruale e disturbo premestruale disforico?

Questi disturbi, a livello ormonale, possono essere causati dalla diminuzione nel nostro organismo della serotonina (chiamato “ormone della felicità) e da un disequilibrio nel dosaggio di estrogeni e progesterone. Tra le cause ci può essere anche un calo di magnesio, che può provocare cefalea, gonfiore o crampi.

Come avviene la diagnosi?

È molto importante compilare un diario in cui annotare i fastidi più frequenti per almeno 5 o 6 mesi. In questo modo,  il ginecologo potrà giungere a una diagnosi significativa.

Infine, sfatiamo tre falsi miti sul ciclo mestruale.

Durante le mestruazioni, è meglio ritardare o posticipare il lavaggio dei capelli o la doccia. È falso!  L’igiene intima sarebbe, semmai, da intensificare.

Il ciclo delle donne che stanno a contatto si sincronizza. Recenti studi mettono fine a questa convinzione: il ciclo mestruale delle donne non può sincronizzarsi per una lunga convivenza.

Durante le mestruazioni, niente rapporti sessuali. Falso! Non esistono controindicazioni mediche a meno che non sia in corso un’infezione: in questo caso i rapporti sono sconsigliati, al di là delle mestruazioni in sé.

Fonti:

Humanitas salute

Focus

Redazione Mettiche

Ultimo aggiornamento: 12 giugno 2020

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