Social freezing, mettiche…tu voglia preservare la tua fertilità

Social FreezingIl social freezing è una pratica che permette di preservare la fertilità, congelando i propri ovuli per poi utilizzarli successivamente, quando si sceglierà di avere un figlio.

L’età in cui una donna decide di avere un figlio si è spostata in avanti.  Le donne decidono di rimandare la maternità per esigenze economiche o di lavoro, perché, ad esempio non si possono permettere di interrompere la propria attività lavorativa. O semplicemente perché non si sentono pronte, nonostante il pressing della famiglia e della società. Oppure, ancora, perché non trovano l’uomo giusto quando sono nel top dell’età fertile. Sempre di più donne si ritrovano, così, quando cercano un figlio, ad avere difficoltà, perché i nostri ovuli hanno una data di scadenza. Oggi un modo fermare l’orologio biologico e vivere i sentimenti  e maternità con maggiore serenità e libertà c’è, e si chiama  social freezing.

Cos’ è il social freezing?

Il social freezing è una pratica che permette di congelare i propri ovuli e conservarli nel tempo, per utilizzarli successivamente, quando si deciderà che è il momento giusto per avere un figlio. È indicato e richiesto dalle donne che per motivi personali vogliono preservare la fertilità e ricercare una gravidanza più avanti nel tempo. Quando potrebbero subentrare delle difficoltà nel concepimento per la naturale riduzione della fertilità dovuta all’età o a causa di una malattia.

In America il social freezing esiste da 15 anni. Ci sono aziende, come Google e Apple, che addirittura lo regalano come benefit alle loro dipendenti. In Italia se ne parla ancora poco.

Il social freezing non ci deve far sentire onnipotenti e non deve essere un modo per rimandare la maternità ad oltranza. Deve essere considerato piuttosto come un paracadute: se avrò problemi, posso aiutarmi congelando i miei ovuli.

A che età fare il social freezing?

Bisogna pensarci da giovani, quando magari i figli non sono ancora un progetto. La possibilità di una futura maternità utilizzando gli ovuli congelati dipende, infatti, dal numero e dalla qualità degli ovuli recuperata. Ed entrambi questi fattori sono connessi all’età. L’età giusta per farlo è tra  20 e 30 anni, quando gli ovociti sono perfetti e nel 70% dei casi portano a future fecondazioni in vitro di successo. Dopo i 35 anni, invece, congelando lo stesso numero di ovuli, la percentuale di successo si riduce al 20-30%.  Facendolo a 40 anni, le probabilità di concepimento precipitano vertiginosamente.

Dove e come si fa il social freezing?

Il social freezing si fa nei centri pubblici o privati di fecondazione assistita. Dopo un primo colloquio medico informativo e di controllo, sono prescritti gli esami diagnostici. Se tutto va bene, si procede con una terapia ormonale, volta a stimolare la produzione di più ovuli. Poi c’è il prelievo degli ovuli, fatto in day hospital, in sedazione parziale o generale, con ecografia transvaginale. Infine, gli ovuli prelevati vengono congelati con una tecnica chiamata “vitrificazione”, un tipo di congelamento che ne preserva l’integrità, garantendone la sopravvivenza post-scongelamento (95%) e, conseguentemente, elevate probabilità di gravidanza.

Cosa succede agli ovuli non utilizzati?

Gli ovuli non utilizzati si possono lasciare estinguere non pagando i rinnovi. Possono anche essere donati alla ricerca scientifica o alle coppie che non possono avere figli. Sono equiparate per legge ai tessuti e tracciate dal Centro Nazionale Trapianti. Non c’è, quindi, alcun rischio di scambio o di smarrimento.

Redazione Mettiche

Ultimo aggiornamento: 6 marzo 2018

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