Sessualità post-moderna e sesso di gruppo

sessualità di gruppo

Il sesso post-moderno, senza nessuna critica alla cultura, è sesso vincolato ad un unico sistema di riferimento ovvero all’adattamento dei propri bisogni individuali.
Il sesso è vissuto come modo personale e individualistico di divertimento, e la ricerca del piacere erotico finisce per non essere più rinviato alla relazione di coppia.
Oggi il sesso non è più in funzione del desiderio e/o del proibito da condividere in due, ma risponde semplicemente al monito di sperimentare tutto ciò che è possibile fare finanche  al limite estremo di rischiare la vita. Dalla versione sadomaso della sessualità siamo giunti alle pratiche erotiche del Breath play (giochi del respiro), le cui tecniche (bondage, kinbaku, shibari) sono “giochi” (!) di soffocamento dove l’asfissia momentanea, la quale dovrebbe accentuare il piacere e l’orgasmo, può talvolta invece provocare la morte.
Dalla passione segreta dei giochi erotici a tre si è giunti all’outdoor sex che equivale alla versione esibizionistica della sessualità fino alla sessualità di gruppo alias orge.
Dopo le immagini tramandate a noi attraverso gli antichi mosaici, o gli antichi costumi in epoca romana dove tra i fiumi di vino e le danze e le musiche si consumavano i rapporti sessuali di gruppo arriviamo al XVI sec.
L’esperienza letteraria che racconta  di un’orgia più vicina a noi risale al 1501 quando il duca Cesare Borgia e Lucrezia Borgia ne organizzarono una con cinquanta cortigiane/prostitute. Gli uomini presenti a tale festa potevano copulare con il maggior numero delle donne. La scena del gioco delle castagne è rimasta un classico nella varia letteratura erotica.
Anche il cinema d’autore ha introdotto il tema della sessualità di gruppo. Nella “Dolce vita”, film in bianco e nero, vediamo un inedito Marcello Mastroianni partecipare ad uno spogliarello collettivo , in una villa di Fregene.  Ma non è lì che viene rappresentato l’eros, la genialità di Fellini, fa rappresentare il gioco della vera seduzione  nella fontana di Trevi quando la bionda Anita Ekberg  invita il bello Marcello  ad entrare nell’acqua insieme a lei.
Anche Kubrik in Eyes wide shut, utilizza un episodio scabroso di sessualità di gruppo ma anche lì tale rappresentazione non provoca  tensione erotica. In quelle scene cinematografiche di orgia collettiva non c’è nulla di ammiccante, quanto piuttosto la rappresentazione asettica di una sessualità disanimata, asettica, artificiale.
L’eros, la seduzione non si realizza più tra i due partner di una coppia, ma tutto sembrerebbe essere ricondotto ad una ginnastica erotica. L’EROS anche nel FILM come nella VITA d’altronde,  torna ad accendersi nel chiuso di una stanza (bagno,camera) dove c’è solo un uomo e una donna, Cruise/Kidman, che si desiderano dopo aver sperimentato,  nella fantasia mista ad uno stato di trance e  non senza pochi turbamenti interiori, una conturbante trasgressione erotica.

Alcuni cercano di fare della esperienza erotica un viaggio, una meta, qualcosa che deve essere raggiunto con ogni mezzo anche attraverso una sessualità promiscua, l’utilizzo di alcool e droghe e sperimentando  pericolosi movimenti acrobatici, mettendo così  in serio pericolo non solo la propria salute fisica e mentale ma anche la stessa vita.
Il piacere erotico non è un traguardo ma è una  esperienza di condivisione. E’ qualcosa che”accade” , quasi una magia che contrassegna una esperienza di intimità da condividere con l’altra persona.
Se alla sessualità non venisse più attribuito questo valore , la conseguenza di ciò è data dal rischio di leggere in un sorriso smagliante solo la pubblicità di un dentifricio che rende i denti bianchi, dimenticandoci di “LEGGERE” il valore inestimabile del sorriso che implica una relazione umana ed è alla base del primo linguaggio non verbale nella sfera della comunicazione umana.
La sessualità è la forma più intima e privata della comunicazione umana. Is the world ready for this? Il mondo è pronto per questo?

Dott.ssa Patrizia Pezzella
Psicologa e Sessuologa

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