I metodi contraccettivi di barriera

metodi contraccettivi

I cosiddetti “metodi di barriera” sono quei metodi contraccettivi che tendono a evitare la fecondazione impedendo l’incontro tra gli spermatozoi e l’ovulo.
Il più conosciuto di tutti è il preservativo.  Ma esistono anche il preservativo femminile e il diaframma anche se quest’ultimo che è ormai in disuso.

I metodi contraccettivi di barriera – Il preservativo

Il preservativo detto anche profilattico o condom, è uno dei metodi contraccettivi più antichi. Era usato già dagli Egizi e dai Romani, anche se lo scopo principale era la prevenzione delle malattie veneree (è sorprendente scoprire che gli “antichi” erano molto più avanti di noi!!!)
Ne esistono di ogni tipo, forma, spessore, colore e sapore. Esistono persino diversi musei del preservativo nel mondo. Uno di questi musei è proprio a Condom. È un piccolo paesino francese da cui forse deriva il nome, visto che proprio in questo paese le macellerie fornivano il budello di animale per realizzarli. Oggi i preservativi sono realizzati in lattice e in materiali alternativi per gli allergici.
Il preservativo è una barriera fisica alla fecondazione. Raccoglie lo sperma in una guaina di gomma (dotata di un apposito serbatoio) che riveste il pene durante il rapporto sessuale.

Per usare il preservativo non è necessaria una prescrizione medica. Bisogna tuttavia stare attenti ad indossarlo correttamente già prima della penetrazione. È, infatti, sempre possibile che qualche goccia di liquido seminale esca dal pene anche durante l’inizio del rapporto. Dopo il rapporto si deve estrarre il pene dalla vagina quando è ancora eretto, facendo attenzione che il preservativo non si sfili e non rimanga all’interno della vagina, al fine di evitare un’eventuale fuoriuscita di sperma.
Il profilattico è l’unico sistema contraccettivo che protegge contro le malattie a trasmissione sessuale. È quindi è particolarmente indicato quando si hanno incontri occasionali.

Preservativo, attenzione a come lo conservate!

È importante però conservarlo correttamente. Mai conservarlo nel portafogli o nella tasca dei pantaloni (lo sfregamento continuo con gli altri oggetti, tessere o carte di plastica, potrebbe causarne l’involontaria lacerazione). Mai lasciarlo nel cruscotto della macchina o della moto (il calore del sole potrebbe facilitarne la rottura). Mai aprire la bustina con i denti o con le unghie (anche qui il rischio è che si possa rompere) e così via.
In ogni caso se ben usato ha una probabilità di fallimento decisamente bassa. In caso di rottura o sfilamento è sempre possibile ricorrere alla contraccezione d’emergenza o, se si preferisce, contraccezione di scorta. Ciò deve essere fatto il prima possibile e al massimo entro 72 ore dal rapporto a rischio di gravidanza indesiderata.

I metodi contraccettivi di barriera – Il preservativo femminile

Da qualche tempo è in commercio anche in Italia, il preservativo femminile. È costituito da una sacca di poliuretano lubrificato che riveste l’interno della vagina e parte dei genitali esterni.
È sistema valido nella prevenzione delle malattie a trasmissione sessuale ancor di più rispetto al preservativo maschile, in quanto protegge anche i genitali esterni. Ha un’efficacia contraccettiva confrontabile con quella del preservativo maschile.
Anche in questo caso non è necessaria la prescrizione medica. Ha, inoltre, il vantaggio che può essere applicato diversi minuti prima dell’atto sessuale, senza perciò interrompere il rapporto.
Le regole di conservazione sono identiche a quelle del preservativo maschile. In caso di rottura o sfilamento è sempre possibile ricorrere alla contraccezione d’emergenza o, se si preferisce, contraccezione di scorta. Ciò deve essere fatto il prima possibile e al massimo entro 72 ore dal rapporto a rischio di gravidanza indesiderata.

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