Pillola del giorno dopo e pillola dei 5 giorni dopo
Che cosa sono la pillola dei cinque giorni dopo e la pillola del giorno dopo (contraccezione d'emergenza)?
Prima di tutto è bene chiarire cosa non sono:
La pillola dei cinque giorni dopo e la pillola del giorno dopo (contraccezione d'emergenza) non sono pillole abortive. La pillola dei cinque giorni dopo e la pillola del giorno dopo (contraccezione d'emergenza) sono una sorta di contraccezione di scorta... ovvero si usano quando si pensa che il proprio metodo contraccettivo non abbia funzionato correttamente, oppure nel caso in cui durante il rapporto non sia stato usato alcun metodo contraccettivo e non si desideri una gravidanza.
Alcuni esempi: in caso di rottura del preservativo o quando ci si accorge che è stato indossato male, quando l'anello contraccettivo è stato espulso, o il cerotto non è stato rimesso dopo la pausa dei 7 giorni, o si è staccato; nel caso di dimenticanze nell'assunzione della pillola o nel caso in cui si siano verificati episodi di diarrea o vomito, o quando si subisce un rapporto non desiderato né programmato.
La pillola abortiva, la cosiddetta RU486, invece, è un farmaco che viene assunto solo in caso di accertata gravidanza e procura l'aborto tramite il blocco degli ormoni che mantengono la gravidanza. Va presa in ospedale ed è previsto un breve ricovero.
Anche se sono ormai entrate nell'uso comune, le definizioni "pillola dei cinque giorni dopo" e "pillola del giorno dopo" non sono corrette, in quanto vanno assunte il prima possibile dopo il rapporto "a rischio di gravidanza"; per questo motivo, infatti, oggi si preferisce ad usare le definizioni "contraccezione d'emergenza" o "contraccezione di scorta".
La contraccezione d'emergenza non è una contraccezione abituale, ma è una contraccezione occasionale e d'emergenza. È proprio come il "ruotino di scorta" che abbiamo in macchina quando buchiamo la gomma... va bene per risolvere il problema del momento, ma non è uno strumento che possiamo usare sempre.
In Italia, previa ricetta medica non ripetibile, sono in commercio due tipi di contraccezione d'emergenza: quella che agisce fino a 72 ore (3 giorni) dopo il rapporto e quella più efficace appena immessa sul mercato che agisce fino a 120 ore (5 giorni) dopo il rapporto, detta anche pillola dei 5 giorni dopo.
I due farmaci agiscono spostando l'ovulazione in avanti di qualche giorno, consentendo così al cosiddetto rapporto a rischio di non essere fecondante. Tuttavia mentre la formulazione a base di Levonorgestrel, la pillola che agisce fino a 72 ore dopo il rapporto, non è in grado di bloccare il processo che porta all'ovulazione quando questo sia già iniziato, la nuova pillola, a base di Ulipristal Acetato, è in grado di far slittare l'ovulazione anche quando il processo che porta all'ovulazione è già in corso ed è per questo che riesce ad essere efficace fino a 5 giorni dopo. In ogni caso vale sempre la regola di assumerla il prima possibile. Infatti, l'efficacia contraccettiva della pillola dei 5 giorni dopo (quella a base di Ulipristal Acetato), assunta entro le prime 24 dal rapporto a rischio di gravidanza indesiderata, è ben tre volte più efficace della pillola del giorno dopo a base di Levonorgestrel e due volte più efficace se assunta entro 72 ore.
La pillola dei cinque giorni dopo non va assunta se si è già incinta, e per questo, oltre alla ricetta non ripetibile per la prescrizione, è necessario fornire al medico anche un test di gravidanza con dosaggio beta Hcg. Un test, facilmente reperibile in farmacia, che serve per escludere un'eventuale gravidanza precedente al rapporto che causa l'assunzione della pillola.
È bene sapere che le pillole contraccettive d'emergenza:
sebbene siano molto efficaci (dal 95% ad oltre il 99%) non prevengono la gravidanza in ogni circostanza, infatti se dopo averla assunta, si verifica un ritardo di oltre 5 giorni sul proprio ciclo mestruale è necessario fare un test di gravidanza;
la tollerabilità della pillola dei cinque giorni dopo e della pillola del giorno dopo è equivalente e sono comunque ben tollerate;
agiscono impedendo la fecondazione dell'ovulo, in quanto sono in grado, a seconda del tipo, di spostare l'ovulazione di qualche giorno prima che inizi il processo che porta all'ovulazione (pillola a 72 ore), o anche dopo il suo inizio (pillola a 120 ore), ma se l'ovulazione è già avvenuta e l'ovulo è stato fecondato, i farmaci non hanno più effetto;
non possono essere usate come contraccettivo abituale;
non possono interrompere una gravidanza in atto;
non sono efficaci su eventuali rapporti sessuali non protetti avvenuti dopo l'assunzione.
Come per la pillola, classicamente intesa, esistono alcuni farmaci che possono interagire con le pillole contraccettive d'emergenza, tra questi:
Alcuni medicinali usati per trattare l'epilessia (fenobarbital, fenitoina, primidone, carbamazepina),
Alcuni medicinali usati per il trattamento delle infezioni da HIV (ritonavir),
Alcuni medicinali per il trattamento di alcune infezioni batteriche (rifabutina, rifampicina, griseofulvina),
Preparazioni a base di piante medicinali contenenti Erba di S. Giovanni (Hypericum perforatum).
Alcune patologie da malassorbimento come il morbo di Crohn e alcuni antiacidi e protettori gastrici possono compromettere l'efficacia delle pillole contraccettive d'emergenza.
Inoltre per quanto riguarda la pillola dei cinque giorni dopo, l'uso concomitante di contraccettivi ormonali combinati o a base di soli progestinici può risultare ridotta ed è sconsigliato l'uso concomitante delle due tipologie di pillole contraccettive d'emergenza.
È dunque opportuno, nel caso si abbia bisogno di assumere la pillola dei cinque giorni dopo o la pillola del giorno dopo, fare presente al medico l'eventuale uso concomitante di altri farmaci o di patologie specifiche, infatti, come per la pillola, classicamente intesa, anche le pillole contraccettive d'emergenza non devono essere somministrate a pazienti con disfunzione epatica grave.
Infine vi sono alcuni effetti collaterali come spotting, cefalea, nausea, dolori al basso ventre e senso di spossatezza, che sono riscontrati con relativa frequenza (<1/10) ed altri meno frequenti (<1/100) come ritardo nel ciclo successivo, tensione mammaria, vertigini, diarrea e vomito.