La pillola contraccettiva: gli effetti


pillola

La pillola anticoncezionale o contraccettiva (comunemente chiamata “pillola”) è un farmaco a base di ormoni che permette di evitare la gravidanza. È in vendita in Italia da più di 50 anni e resta ancora il metodo anticoncezionale più pratico, efficace e sicuro. La pillola agisce in modo abbastanza semplice: contiene ormoni di sintesi che hanno azione del tutto simile a quella degli ormoni naturali e che sono capaci di bloccare l’ovulazione e di impedire il concepimento e l’annidamento dell’ovulo nell’utero.
Noi donne sappiamo bene di non essere tutte uguali e di avere necessità fisiologiche differenti e proprio per questo motivo, la ricerca scientifica ha prodotto, negli ultimi decenni, vari tipi di pillole contraccettive, composte da ormoni diversi per natura e per dose. Esistono due principali tipi di pillole contraccettive:
1) la cosiddetta “pillola combinata” che contiene due ormoni (estrogeno e progestinico) e blocca ogni mese l’ovulazione.
2) la “minipillola” che contiene un solo principio attivo: il progesterone (il più noto tra i progestinici). Questo ormone è capace di rendere difficile la fecondazione perché ostacola l’arrivo degli spermatozoi alle tube di Falloppio (i due organi tubolari che collegano l’ovaio alla cavità uterina e dove avviene l’incontro tra ovocita e spermatozoi). La minipillola è particolarmente indicata per le donne che sono in fase di allattamento o che fumano o che soffrono di forti dolori mestruali o che hanno un’età superiore ai 35 anni.

La capacità antifecondativa della pillola è dovuta principalmente alla capacità di diminuire la produzione di due ormoni ipofisari (le gonadotropine: LH e FSH). Bloccando questi due ormoni prodotti dall’ipofisi (una ghiandola endocrina situata alla base del cranio), la pillola riesce a “mettere a riposo le ovaie”, ovvero impedisce l’ovulazione.
Inoltre, gli ormoni contenuti nella pillola agiscono anche su altri organi dell’apparato riproduttivo femminile, impedendo così la fecondazione e/o l’annidamento dell’ovocita fecondato nell’utero.
In che modo? Vediamolo insieme:

  • Gli ormoni contenuti nella pillola alterano il muco cervicale, una sostanza prodotta dalle cellule che rivestono il collo dell’utero (o cervice) che è quella parte dell’utero che sporge all’interno della vagina. La pillola rende il muco cervicale più vischioso, denso, simile ad un tappo impenetrabile, per cui lo sperma non riesce ad attraversarlo e ad arrivare dalla vagina alla cavità uterina e da qui alle tube di Falloppio (dove avviene la fecondazione).
  • La pillola contraccettiva ostacola la gravidanza poiché impedisce che a livello dell’endometrio (lo strato di tessuto più interno che ricopre la cavità dell’utero) avvenga quella serie di normali trasformazioni che, durante il ciclo mestruale, rendono la parte uterina adatta ad accogliere l’embrione. In tal modo viene ostacolato l’annidamento nell’utero materno.
  • Gli ormoni contenuti nella pillola inibiscono i movimenti di contrazione delle Tube di Falloppio (chiamate anche salpingi o trombe uterine o ovidotti) rendendo più difficile l’attraversamento della tuba da parte dell’ovocita e dello spermatozoo, ed ostacolando così il “loro incontro” e, quindi, la fecondazione. Il progestinico contenuto nella pillola è capace, inoltre, di inibire un processo chimico che completa la maturazione dello spermatozoo chiamato capacitazione (che si verifica sempre all’interno della tuba) e che “rende capace” lo spermatozoo di attraversare più facilmente gli involucri che rivestono la cellula uovo.

Ma a parte l’effetto anticoncezionale, la pillola possiede anche importanti “effetti terapeutici” che non vanno assolutamente dimenticati.

Ad esempio, sappiamo bene, come il ciclo mestruale non sia fatto per essere necessariamente un perfetto orologio: spesso può presentare alcune irregolarità nella frequenza, nella durata e nella quantità di flusso. Alcune volte però queste irregolarità sono sproporzionate e possono comparire: amenorrea (cicli che scompaiono- assenza di mestruazioni) – oligomenorrea (cicli che ritardano, poche mestruazioni) – polimenorrea (cicli che compaiono in anticipo, troppe mestruazioni)- menorragia (mestruazione troppo lunga) – ipomenorrea (mestruazione troppo scarsa) – ipermenorrea (mestruazione abbondante). La pillola contraccettiva assicura un apporto ormonale perfettamente equilibrato per cui, con la sua assunzione, vengono eliminate queste eccessive irregolarità. Non solo, assumendo la pillola scompaiono o si attenuato molti dei segni e sintomi che spesso accompagnano queste irregolarità mestruali, come stanchezza persistente, anemia da carenza di ferro, mal di testa, nervosismo, depressione, aumento di peso, gonfiore addominale, tensione e/o dolore al seno e dolori mestruali.

La pillola ha, inoltre, dimostrato un effetto benefico sulla depressione e sull’irritabilità tipiche dei giorni che precedono le mestruazioni. E’ stato recentemente pubblicato su un’importantissima rivista scientifica uno studio, condotto dall’Università di Salisburgo su 42 persone (tutte sottoposte a Risonanza Magnetica), che ha dimostrato che il cervello delle donne che assumono la pillola aumenta di volume e che in queste donne si ha un miglioramento della memoria e della concentrazione e un maggiore desiderio di comunicazione e socializzazione.

In alcuni casi (come nelle donne in menopausa o nelle giovani nelle quali, per vari motivi, il ciclo mestruale è assente da lungo tempo) l’assunzione della pillola contraccettiva è necessaria al mantenimento di un buona massa ossea. Si sa, infatti, che l’osso è un tessuto estremamente dinamico, in continuo rinnovamento, che si “rimodella” attraverso processi di riassorbimento e formazione dovuti all’azione di due tipi di cellule: gli osteoblasti che costruiscono osso e gli osteoclasti che distruggono osso. Gli estrogeni sono ormoni capaci di favorire l’azione degli osteoblasti e di inibire quella degli osteoclasti, per cui fortificano l’osso. Quando mancano gli estrogeni gli osteoclasti che prendono il sopravvento per cui l’osso va incontro ad una importante perdita di calcio (osteopenia) che può condurre addirittura all’osteoporosi (una malattia nella quale l’osso si modifica al punto tale da fratturarsi con estrema facilità, anche in assenza di un trauma importante)
Quando il medico lo ritiene opportuno, la prescrizione dei contraccettivi ormonali determina effetti positivi sulla salute dell’osso.
La pillola può essere utilizzata anche come terapia contro quelle forme severe di acne, resistenti ai trattamenti locali o agli antibiotici; o in alcuni casi di eccessiva peluria (irsutismo) e/o di eccessivo sfoltimento e perdita dei capelli a chiazze (alopecia): tutte malattie caratterizzate dalla presenza di un’eccessiva produzione di androgeni (gli ormoni maschili).

Altro importante impiego terapeutico della pillola è nella sindrome dell’ovaio policistico, condizione nella quale la ragazza soffre di microcisti all’ovaio, e possono essere presenti acne, eccessiva peluria, capelli e cute grassa, alopecia e sovrappeso.

Esiste poi una malattia benigna ma molto seria, cronica ed insidiosa, che si chiama endometriosi e che spesso è causa di severi dolori mestruali e/o dolori in sede pelvica che si aggravano durante i rapporti sessuali o durante la defecazione. In questa malattia, l’endometrio (che in condizioni normali si trova solo nell’utero) è presente anche in organi dove non dovrebbe essere normalmente presente: nelle ovaie, nelle tube, nella vagina, nel peritoneo e nell’intestino. A causa della anormale presenza dell’endometrio in questi tessuti, si possono verificare, ogni mese, sanguinamenti interni più o meno importanti, irritazioni ed infiammazioni croniche.
In questo caso, la pillola contraccettiva rappresenta un importantissimo aiuto terapeutico che ritarda la progressione della malattia e ne riduce le recidive fino a che la donna non desideri gravidanze.

Dott.ssa Stefania Falcone
Specializzata in Endocrinologia e Malattie del Ricambio

 

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