Il ventaglio contraccettivo


Prof. Arisi qualche tempo fa mi parlava di ventaglio contraccettivo, mi può spiegare meglio di cosa si tratta?
L’espressione “ventaglio contraccettivo” mi piace molto perché da una parte mi dà l’idea della scelta, quindi del ventaglio inteso come ampia possibilità per la donna e la coppia di valutare le scelte disponibili, e dall’altro perché la forma del ventaglio aperto spiega, meglio di ogni altra cosa, come funziona la contraccezione. L’immagine che vede qui di seguito chiarisce meglio di qualunque discorso cosa intendo dire.

Ci sono metodi contraccettivi che agiscono prima del rapporto sessuale, e tra questi sicuramente ci sono tutti i contraccettivi ormonali. Ci sono quindi:
• la pillola
• il cerotto
• l’anello vaginale
• l’impianto sottocutaneo.
Altro metodo che si usa prima del rapporto è la spirale, sia quella al rame che quella con il progestinico.
Ma ci sono anche i cosiddetti metodi naturali, ovvero quelli che si basano sull’astinenza nel periodo che si suppone fertile in base
• al variare della temperatura basale,
• alle modifiche del muco cervicale,
• alla presenza di certi ormoni nell’urina,
• al calcolo della data dell’ovulazione.
Poi ci sono i metodi contraccettivi che si usano durante il rapporto, ovvero:
• il profilattico, sia maschile che femminile,
• il coito interrotto.
Ricordo che quest’ultimo non è propriamente un metodo contraccettivo, in quanto durante il rapporto possono comunque verificarsi perdite di liquido spermatico. Piu’ che un metodo contraccettivo è un “castigo”, anche se molto usato perché certamente poco costoso, e non richiede l’intervento di nulla e nessuno al di fuori della coppia.
Infine ci sono i metodi che si usano dopo il rapporto sessuale, sono quelli che si rendono necessari quando si è verificato un imprevisto. Stiamo parlando della contraccezione di emergenza detta comunemente, ma erroneamente, pillola del giorno dopo. La contraccezione di emergenza o, meglio ancora, “di supporto” è una contraccezione che si assume quando un rapporto è già avvenuto e ci si rende conto che qualcosa non ha funzionato perfettamente, ad esempio:
• quando il profilattico si è rotto o si è sfilato,
• quando il coito non è stato interrotto in tempo,
• quando ci si accorge a posteriori di aver sbagliato il calcolo del giorno fertile,
• quando ci accorge di aver scordato una pillola del blister,
• quando il cerotto si è staccato,
• quando l’anello non è stato reinserito dopo la pausa di sospensione.
Va anche detto che la figura del “ventaglio contraccettivo” da l’idea delle diverse possibilità di scelta, che possono variare nel corso della vita della donna, perché cambiano le necessità. Nella giovane adolescente può essere più importante un metodo che escluda totalmente la gravidanza, quale potrebbe essere la pillola, ma è sicuramente utile aggiungere un metodo che protegga dalle malattie sessualmente trasmesse, come il preservativo. Si realizza così la cosiddetta “doppia protezione”. Nella donna matura all’interno di una relazione di coppia stabilizzata una gravidanza potrebbe essere più accettabile, e quindi può essere utilizzabile anche un metodo a minore sicurezza. Mentre nella donna in premenopausa, con frequenti mestruazioni abbondanti, può essere utile la spirale al progestinico.
Infine va ricordato che alle volte con il variare delle condizioni fisiche ed affettive della persona (ad esempio necessità di ricorrere ad un farmaco che contenga solo il progestinico o si passi da una situazione di coppia stabile ad una vita da single) può essere necessario cambiare il proprio metodo contraccettivo, scegliendo a rotazione tra le diverse possibilità offerte all’interno dei primi due quadranti (il prima e il durante) del ventaglio anticoncezionale.
Prof. Arisi perché dice che la contraccezione d’emergenza è detta comunemente, ma erroneamente pillola del giorno dopo?
In realtà l’espressione pillola del giorno dopo non è corretta, perché fa pensare la contraccezione d’emergenza si prenda il giorno dopo il rapporto a rischio di gravidanza indesiderata. In realtà prima si prende e meglio è, ed è per questo motivo che l’Europa ha deciso di rendere questo farmaco disponibile senza ricetta medica. In Italia la “pillola del giorno dopo” nella sua formulazione più efficace  è SOP (senza obbligo di prescrizione) dal 9 maggio 2015.

Ciò vuol dire che una donna che ne ha bisogno può recarsi direttamente in farmacia, acquistarla e assumerla, senza più rischiare di perdere ore preziose nell’attesa della prescrizione.

Share