Il progetto Mettiche

sulprato

L’iniziativa “mettiche” è un progetto di sensibilizzazione e informazione su contraccezione e salute rivolto ai giovani promosso dalla SMIC (Società Medica Italiana per la Contraccezione), società scientifica che riunisce i ginecologi ospedalieri dell’AOGOI, i ginecologi che operano nei consultori ed aderiscono alla AGITE, ed i medici di medicina generale della SIMG.

La parola quindi al presidente della SMIC, il Prof. Emilio Arisi, che illustra le finalità di questo progetto.

Quali sono gli obiettivi e le ragioni di questa iniziativa, che vede la mobilitazione della SMIC?

I dati di cui disponiamo su contraccezione e salute sessuale delle giovani generazioni sono preoccupanti: c’è molta disinformazione, uno scarso ricorso ai metodi contraccettivi sicuri, una crescita delle malattie a trasmissione sessuale, una insufficiente attenzione al rischio infertilità, che ne può conseguire. Ma c’è anche un grosso bisogno ed un desiderio di informazione. Infatti i giovani chiedono più informazioni, e le vogliono più qualificate, sia dalla scuola che a casa, che dagli strumenti comunemente da loro utilizzati, incluso internet. Oggi succede che il 20% si documenta tramite siti pornografici o riviste pornografiche, e il 10% davanti alla TV. Uno studio SIGO del 2009 mostrava come richieste di informazione vengano più dalle ragazze (70 % delle intervistate) che dai ragazzi (58%), il che dimostra che le femmine sono più responsabili dei maschi. Inoltre al primo rapporto solo il 30% usa un qualche metodo contraccettivo, e successivamente una ragazza su 3 continua a sfidare il destino riproduttivo affidandosi a metodi poco sicuri. L’età media del primo rapporto tra le ragazze è attorno ai 17 anni, ma qualcuna comincia a 12 anni. Se parlano di sesso, ne parlano con gli amici e con il partner nel 40% dei casi, con la madre nel 20% dei casi, con gli esperti, incluso il medico, nel 5 % dei casi. Dobbiamo invertire la tendenza. I giovani devono superare la diffidenza e parlare di questi temi che sono fondamentali per il loro benessere e la loro salute, ma parlarne con gli esperti. Su contraccezione e sessualità devono acquisire la consuetudine a porre domande, avviare un dialogo con i medici che possono offrire un contributo importante per accrescere la loro informazione su questi temi. Per questo motivo, abbiamo scelto di creare un sito, un luogo aperto di incontro e di discussione, per aprire un dibattito sostenuto dalle opinioni e dai consigli degli esperti. “Mettiche” è dunque un’occasione preziosa di scambio sui bisogni dei giovani, in termini di sicurezza e di informazioni sulla sessualità, sulla contraccezione di emergenza, ma non solo; è un punto di riferimento su cui avviare un dialogo e una interrelazione con i medici. Si potrà in tal modo contribuire a una nuova consapevolezza, così che i giovani divengano padroni delle proprie decisioni. Al tempo stesso, sarà importante per gli operatori sapere ascoltare, confrontarsi. Sarà anche per loro un utile momento di crescita.

Quali le ragioni di tanta disinformazione?

Questa scarsa propensione a parlare di contraccezione non è sorprendente nel nostro paese. Le famiglie non ne parlano, non se ne parla a scuola, ferma su questi temi da un secolo. La prima proposta di legge per l’educazione sessuale nelle scuole risale al 1910, ma non se ne è mai fatto nulla fino ad oggi. Le poche esperienze italiane di educazione sessuale vengono fatte su base volontaria, a macchia di leopardo, in parti d’Italia dove insegnanti coraggiosi, genitori attenti, operatori disponibili si prestano alla esperienza. Non ci si può dunque stupire di disinformazione e confusione. Le notizie sono frammentarie, frutto spesso di un passa parola. Solo una adolescente su 4 ha buone informazioni su sesso e sicurezza. La conseguenza è che si commettono molti errori, e si ritengono valide leggende metropolitane e bufale, come quella che facendo l’amore in piedi non si può restare incinta o per contro quella che si può restare incinta con un bacio, od ancora quella di confondere la pillola del giorno dopo (che è la contraccezione di emergenza, da usarsi dopo un rapporto ritenuto a rischio di gravidanza) e la Ru486, che agisce in base a tutt’altro meccanismo, in quanto va usata quando la gravidanza è documentata e procura l’aborto. Ma per arrivare a scelte consapevoli bisogna abituarsi a comunicare, ad informarsi, superando timori, titubanze, luoghi comuni, reticenze. Vorrei invitare le giovani ma anche i i loro coetanei maschi, a rivolgerci domande, esporre i loro timori, condividere le loro esperienze, dare suggerimenti. Noi siamo al loro fianco per sostenerli nelle decisioni più corrette secondo le loro esigenze. Vogliamo dire che questo è il loro sito, in cui per quanto possibile ospiteremo i loro dubbi, le loro proposte, le esperienze e le opinioni, in un confronto che risulterà molto utile anche per noi medici.

Quali sono a suo avviso i dati più preoccupanti?

C’è un dato che dovrebbe far riflettere: in Italia diminuiscono gli aborti volontari, ma tra le minori di 18 anni il numero resta stabile, comunque al disotto del 5% (in Francia è il doppio). Inoltre aumentano le malattie sessualmente trasmesse, in particolare la clamidia, con tutti i possibili riflessi sulla fertilità futura. È il prezzo che paghiamo alla disinformazione e alla mancanza di prevenzione. I dati che provengono dai paesi anglosassoni sulle gravidanze tra le adolescenti, le cosiddette “school pregnancies”, sono ancora più allarmanti. Non vorrei che questo fenomeno si presentasse anche nel nostro paese. Gravidanze indesiderate nelle minorenni e aborti sono sempre eventi che hanno un effetto traumatico sotto il profilo sociale, personale e familiare. Si tratta di un momento molto delicato nella vita delle persone. È importante creare un giusto approccio: dobbiamo mettere i giovani in grado di vivere a pieno e in modo sereno la loro sessualità, senza correre rischi né sul versante delle gravidanze indesiderate né su quello delle malattie sessualmente trasmesse, e dobbiamo responsabilizzare anche i giovani maschi, spesso meno sensibili delle loro compagne adolescenti.

 

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L'iniziativa mettiche è un progetto di SMIC Società Medica Italiana per la Contraccezione, tutti i diritti sono riservati.