Epatite virale

Epatite Virale

Le epatiti sono infiammazioni che colpiscono il fegato, organo deputato a svolgere funzioni di estrema importanza. Possono essere provocate da alcool, sostanze tossiche, determinati farmaci o malattie autoimmuni. L’epatite A, l’epatite B e la C sono invece di tipo virale, ovvero causate da un virus e trasmissibili anche tramite rapporti sessuali. Si parla quindi epatite virale

Epatite A
Il virus responsabile è l’HAV (Hepatitis A Virus). La trasmissione avviene per via oro-fecale. Il virus penetra nell’organismo attraverso l’ingestione di cibi o bevande inquinati da acque contaminate da materiale fecale contenente il virus (ad esempio verdure o frutta non ben lavate, frutti di mare crudi), pertanto risulta particolarmente diffuso in situazioni di scarsa igiene.
Determinate pratiche sessuali che coinvolgano bocca, ano e mani possono favorire la trasmissione del virus.
Presenta un breve periodo di incubazione (14- 60 giorni) in seguito al quale normalmente l’epatite A evolve verso la guarigione. Raramente si manifestano sintomi e rare sono le forme croniche. Non esistono portatori cronici dell’HAV. È sufficiente un esame del sangue per rivelarne la presenza. Per prevenirla bisogna osservare normali regole igieniche, quali lavarsi accuratamente le mani dopo essersi recati al bagno, evitare possibilmente rapporti oro-anali e detergere sempre eventuali oggetti “del piacere”.
Esiste un vaccino per proteggersi dall’epatite A e ne esiste uno che protegge contemporaneamente dall’epatite A e B.

 Epatite B
L’HBV (Hepatitis B Virus) virus altamente infettivo in grado di compromettere seriamente la funzionalità del fegato. Viene trasmesso in seguito a contatto diretto con sangue infetto (tra i tossicodipendenti attraverso l’impiego di siringhe infette) e tramite rapporti sessuali non protetti. Sangue, liquido vaginale, sperma sono veicoli d’infezione. Un donna portatrice di virus B può contagiare il neonato durante il parto o con l’allattamento.
L’incubazione è più lunga di quella dell’epatite A, oscillando tra i 45 e i 180 giorni. Anche l’epatite B presenta una scarsa sintomatologia, ma a differenza della A crea portatori sani del virus B. Questo significa che esistono persone ammalate, che non sanno di esserlo, non avendo segni evidenti della malattia, ma possono diffondere il virus.
sintomi, quando si manifestano, consistono in affaticamento, nausea, vomito, febbre, ittero (il colorito della pelle del viso e degli occhi diventa giallo), urine scure e prurito.
L’epatite B può evolvere più frequentemente in epatite acuta (in genere si arriva a guarigione spontanea entro 6 mesi acquisendo l’immunità nei confronti del virus); raramente la forma acuta può diventare cronica (nell’arco dei 10-30 anni successivi può portare a cirrosi e carcinoma epatico); esiste poi lo stato di portatore cronico (il virus non procura alcun danno epatico) che può perdurare anche per tutta la vita. Anche se a bassi livelli il soggetto è comunque contagioso.
Diagnosi e cura
Basta un prelievo di sangue per eseguire un’analisi mirata.
Le forme croniche possono essere trattate con interferone o altri farmaci. Per gli altri casi sono consigliati il riposo e un regime alimentare che non affatichi il fegato.
Scomparsa l’infezione non esiste la possibilità di contrarla nuovamente, in quanto si acquisisce l’immunità nei confronti del virus.
Prevenzione
Dal 1991 è disponibile il vaccino, fortemente raccomandato a tutti coloro sessualmente attivi, nonché ai partners e familiari di portatori dell’HBV.
È possibile anche vaccinarsi con un unico vaccino, contro epatite A e B.
Oltre questa arma di efficacia indiscutibile, bisogna sempre ricordarsi di fare uso del profilattico.

Epatite C
È il virus HCV (Hepatitis C Virus) che provoca l’epatite C.
La trasmissione avviene per contatto diretto con il sangue di una persona infetta, pertanto tramite aghi e siringhe infetti o strumenti e materiali non sterili, come potrebbe accadere nella pratica dei tatuaggi e dei piercing. È rara la trasmissione per via sessuale, anche se esiste la possibilità che questo avvenga.
Presenta una incubazione di 15-60 giorni. In genere la sintomatologia dell’epatite C è quasi del tutto assente e possono passare anni prima che si manifesti. Se presenti, i sintomi evidenziano astenia, disturbi addominali, dolori articolari e un colorito giallastro della pelle e degli occhi (ittero).
Tra coloro che non sanno di essere affetti da epatite C, la maggior parte evolverà a lungo termine, verso una epatite cronica, una parte sarà portatore del HCV e una piccola parte riuscirà a risolverla grazie alle proprie difese immunitarie.
Per la diagnosi si richiede uno specifico esame del sangue e solo un medico specialista potrà assegnare la giusta terapia. Si tratta in genere di farmaci antivirali, ma non tutte le persone possono assumerli.
Precauzioni
* Non riutilizzare aghi e siringhe. Sono monouso.
* Evitare l’uso promiscuo di oggetti strettamente personali, quali lo spazzolino da denti, rasoi, etc , e in generale oggetti taglienti.
* Usare il profilattico nel caso di partners multipli e in particolare se si è immunocompromessi o affetti da una IST (infezione sessualmente trasmessa).
* Se si è positivi per l’HCV oltre alle precauzioni generali, è consigliato un regime alimentare ricco di frutta e verdura e privo di cibi che possano appesantire il fegato; eliminare bevande alcoliche.

Altre epatiti

Possono esistere anche alte forme di epatite virale legate ai virus D, E, G ognuna con specifiche caratteristiche.  Per esse vanno assunte le stesse precauzioni generali delle altre epatiti.

Per un ulteriore approfondimento si può visitare il sito dell’Istituto Superiore di Sanità 

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